Inter Club Fano


Un’ora di bel calcio, e poi…!

Dopo la pausa per gli impegni delle Nazionali, si riparte per l’ultima e decisiva fase finale del campionato di massima serie, in una domenica di fine marzo, accompagnati da una benevola aspettativa complice un caldo sole che, visto il periodo, tendeva a riscaldare gli animi dei tifosi assiepati in attesa di rivedere, dopo quattordici giorni, i ragazzi in campo. C’era attesa per questa gara, certo importante per la testa della classifica solo per noi e per una nostra vittoria, ma nulla di che sul profilo puramente statistico, per il semplice motivo che i friulani non avevano alcun obbligo, sicuri di aver guadagnato anzitempo il tetto massimo della quota salvezza, ma sono queste le gare che non vanno sottovalutate poiché se ti rilassi troppo rischi di fare brutte figure. Tutto bello, l’ennesimo sold-out del Meazza con tantissimi tifosi festanti, si celebrava la giornata riservata agli Interclub di tutta Italia, con la gioia a mille di chi non aveva ancora vissuto l’esperienza di gustarsi una gara dal vivo quest’anno, per questo motivo si sarebbe gustato ogni minuto sino alla fine, non facendo mancare l’affetto e il calore ai propri beniamini. Pronti via, i ragazzi in campo hanno subito fatto capire che la gara volevano portarla a casa, con un gioco a dir poco spettacolare, si contano nei primi otto minuti ben tre occasioni da rete e poi con passaggi perfetti e triangolazioni da far lustrare gli occhi ai più, s’è rivista la spinta di colui che c’è mancato maggiormente nell’ultimo periodo, il nostro “Dimas”. Grandissimo quinto di centrocampo, forse non dico un’eresia, affermando che secondo me è uno dei migliori in Europa e chissà forse qualcosa di più. Con due sgroppate sulla sinistra e con scambi di alta classe, ha messo a centro area due “cioccolatini” per i compagni che hanno apprezzato e scartato con assoluta golosità, prima Arnautovic e poi Frattesi hanno indirizzato la gara nel giusto canale a noi più congeniale. Gara chiusa? Non proprio perché i ragazzi hanno continuato a giocare, molto bene direi, senza però segnando altre reti che avrebbero potuto di fatto ammazzare la gara. S’è lasciato ai friulani solo scampoli di campo dove manovrare e con Sommer che non ha dovuto compiere che l’ordinaria amministrazione, nulla più. Questi primi 45 minuti, facevano presupporre un pomeriggio domenicale di tutta tranquillità, invece come oramai ci ha abituati da tempo il nostro mister, per noi nulla è facile e scontato. Dopo la nostra ultima azione di un certo spessore, s’era al 61esimo, con un bellissimo tiro, manco a dirlo del migliore in campo: Dimarco, che ha sfiorato il montante di pochi centimetri, ecco che il mister ha iniziato con i suoi campi a dir poco cervellotici. Al decimo ha sostituito Arnautovic che sino a quel momento con Thuram tenevano impegnata la retroguardia bianconera, con un Correa che davvero non è né carne né pesce, come si dice in gergo, davvero inutile ed evanescente, per fortuna che non c’era Taremi altrimenti avrebbe gettato anche lui nella mischia. Sin qui poco male, certo s’era leggerini in attacco e di conseguenza i difensori hanno goduto di una certa libertà d’inserimento, nella fattispecie il gigante bianconero Solet che ne ha approfittando, mettendoci seriamente in difficoltà. Il culmine massimo è arrivato quando ha tolto dal campo due terzi di centrocampo, Frattesi che ieri ha fatto la sua onesta partita, ritornando ad essere molto pericoloso con le sue incursioni, sostituendolo con un Barella che non ha fatto nulla di che nel periodo che è stato in campo, avrebbe potuto riposare tranquillamente, lo farà per forza alla prossima gara in quanto ammonito sarà squalificato, saltando la trasferta di Parma e poi la nostra croce e delizia, l’inconsistente Asllani che non riesce ad esprimersi con velocità facendo sempre gli stessi movimenti, oramai noti e che non fanno ripartire la manovra, lasciando delle voragini a centrocampo. Quindi un Bisseck che avrebbe dovuto garantire, visto la sua altezza, una copertura maggiore sulle palle alte. Tre innesti che hanno impoverito la squadra, togliendo di fatti l’estro e l’imprevedibilità che s’era vista sino a quel momento, insieme ha tolto Calhanoglu, Frattesi e Dimarco, sino a quel momento i migliori in campo come del resto tutta la squadra. Ovviamente senza l’opportuna spinta di questi giocatori, le zebrette friulane ne hanno approfittando impadronendosi del centrocampo e agendo con maggiore forza sulle fasce. La cosa assurda è l’aver fatto scendere per svariati metri il difensore Solet che in modo imperioso è arrivato al limite della nostra area calciando un fendente che ha trafitto l’incolpevole Sommer. Mi chiedo ma possibile che nessuno è riuscito a chiudere sull’avanza di questo gigante di ebano? Sarà ma siamo stati molto molli in quella circostanza. Con la rete friulana che ha di fatto riaperto una gara che in buona sostanza non avrebbe avuto altra storia se solo ci fossimo comportati da “Inter”, invece è subentrata un po’ di apprensione. I bianconeri ci hanno creduto sino alla fine, c’è voluto un grandioso Sommer che ha chiuso la propria porta con due interventi magistrali, i nostri invece dal settantesimo in poi elettrocardiogramma piatto. Solo il demone di Piacenza protestava a più riprese, forse s’era reso conto della enorme cavolata che aveva commesso con quei cambi cervellotici, non del tutto azzeccati, forse lui avrà avuto più contezza su disturbi muscolari che gli avrebbero comunicato i giocatori chiedendo la sostituzione, ma in caso contrario erano del tutto inconcepibili le sue valutazioni. Per fortuna la partita è stata poi congelata con il risultato a noi favorevole, ma ritengo che con il senno di poi certe modifiche non avrebbero avuto alcun senso, se non in un contesto di un assoluto e largo risultato nel punteggio. Tutto è bene ciò che finisce bene, ma prima di ogni atto deliberatorio in seno a una squadra che si sta comportando bene, bisogna attendere gli ultimi dieci minuti ed evitare di lasciare campo agli avversari per oltre trenta minuti. Sappiamo che ora le gare prossime sono tutte finali, certo abbiamo in questo mese di aprile otto gare, la media di una gara ogni tre giorni, purtroppo questo è lo status quo di chi concorre su più fronti, ma la cosa che più fa rabbrividire che non si dispone di opportune coperture in diversi ruoli in campo, bisogna riflettere il prossimo anno, acquistando giocatori propensi ad adattarsi in più ruoli e utili, in un certo senso da Inter, s’è visto che non disponiamo di due squadre, coloro che avrebbero dovuto dare copertura ai titolari non sono altro che modesti comprimari. Mercoledì inizia il tour de force, mi rivolgo al caro mister, mi raccomando facciamo risorgere ancora i cuginastri che oramai non attendono altro, intravedendo nella coppa Italia la loro ancora di salvezza, in questo modo tendono a salvare una stagione fallimentare puntando su quel trofeo che dovrebbe essere per loro la panacea per i loro mali. Abbiamo l’obbligo di far vedere che la partita persa in supercoppa e in campionato, sono state figlie solo di un momento, dobbiamo mostrare con i fatti che noi siamo l’Inter e loro non possono assolutamente sedere al nostro tavolo: mai come in questo momento ci sono inferiori!    …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.    

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La partita perfetta!!!


Scritto Da il 17/Mar/2025

La partita perfetta!!!

Finalmente, lo dico con assoluta sincerità e a caratteri cubitali, finalmente abbiamo rivisto giocare bene la nostra cara e amata Inter come lo scorso anno, con quella grinta e determinazione che sinora s’erano palesate a sprazzi. Sinceramente devo riconoscere che Inzaghi, contro Gasperino il carbonaro, ci va a nozze, riesce a colpirlo nel momento opportuno e imbrigliando le manovre bergamasche con tanto pressing e gioco di un palleggio che gli orobici non riescono a fermare. Se questa è l’ottava vittoria di fila qualcosa dovrà pur significare, oppure no? La gara di ieri sera è stata interpretata nel migliore dei modi e se poi, per mera sfortuna, non è stata sbloccata nei primi 20 minuti terribili, per un palo l’ennesimo di Thuram, è tutto dire perché i ragazzi hanno incanalato la partita con tanto senso di posizione e aggressività sui portatori di palla, con manovre degne dei migliori interpreti di questo fantastico sport. Il calcio è fatto di ricami perfetti e velocità d’esecuzione che finalmente ieri sera si sono rivisti, giocate che non sono mai state fine a sé stesse, anzi davano la sensazione che da un momento all’altro qualcosa poteva nascere, quelle giocate veloci che solo i campioni riescono a fare (vgs. L’assist perfetto di Lautaro per Thuram). L’Atalanta dal canto suo ha dovuto fare di necessità virtù, cercando di trovare degli spazi che i ragazzi hanno negato, ribattendo colpo su colpo, lasciando solo delle briciole e se poi sull’unico tiro impegnativo, il buon Sommer s’è trovato pronto alla deviazione. In contrapposizione i ragazzi hanno pigiato sull’acceleratore in molte occasioni, e se nel primo tempo solo la mala sorte non ci ha fatto passare in vantaggio, tutto ci è stato restituito nella ripresa, dove un perfetto calcio d’angolo di Calhanoglu, ha pescato in un nugolo di calciatori in area bergamasca, il buon Carlos Augusto che l’ha depositato in rete. Che dire non abbiamo mai accusato alcun tipo di affanno degli avanti orobici, tutto ciò è stato reso possibile dalla prestazione magistrale di un ”ragazzino” di 37 anni, Acerbi, che ha annullato il capocannoniere del campionato e di un Pavard che ha limitato Lookman, ma in buona sostanza di tutta la squadra che ha interpretato al meglio ogni ruolo, giocando da squadra. L’Inter in un certo senso ha dato dimostrazione che giocando come sa, con quell’agonismo feroce, riesce a limitare e di molto gli avversari, dando un segnale di grandezza assoluto. La gara di ieri mi ha dato un certo sconforto, poiché riflettendo non riesco a trovare una spiegazione logica alle debacle che abbiamo incassato contro i non colorati e i cuginastri che da tempo stanno arrancando, raschiando il cosiddetto barile per poter ambire a una posizione europea, davvero assurdo tutto ciò. Ora spero solo che nel penultimo atto di una coppa Italia che per loro potrebbe essere realmente la risoluzione di un’annata da negativa in prestigiosa, che dobbiamo avere la coerenza e mettere in campo la concentrazione giusta per far passare il messaggio di una certa superiorità, qualora ce ne fosse bisogno, senza fare sconti e dimostrare sul campo la differenza sostanziale tra le due squadre. Non oso immaginare l’esatto contrario, allo stato attuale di già si vantano per aver conquistato un trofeo, quella supercoppa che hanno sempre bistrattato, ma che ora per loro, pare alla stessa stregua di una Champions, assurdo come cambiano le opinioni in un batter d’occhio. Ultima analisi sull’andamento della gara di ieri sera a livello arbitrale. Premetto che a me Massa non è mai piaciuto come direttore di gara, certo ha tanta esperienza per le molteplici gare che ha arbitrato in serie A e a livello europeo, e bisogna dargli adito che ieri ha impostato la gara con una certa libertà d’azione, non sanzionando sin dagli inizi sbracciate e quant’altro, limitandosi a fischiare interventi e falli ben palesi. Dovuta questa premessa, ebbene tutti gli ex arbitri delle varie trasmissioni televisive, che già da arbitri non erano delle cime e che tali si sono dimostrati da esperti al monitor, hanno evidenziato che Massa ha sbagliato in occasione dell’espulsione di Ederson. Mi viene da sottolineare tutto ciò che si evince, come l’azione arbitrale ha seguito una stessa linea per tutta la durata della gara, che sono state reciproche le sbracciate tra Thuram in vantaggio ed appunto Ederson, segnalando un calcio d’angolo e non un fallo che tutti hanno richiesto a gran voce, comodamente seduti sulla poltrone in studio. Tutto ciò appare inverosimile e ribadisco per la direzione arbitrale tenuta per tutto l’andamento della gara. L’ammonizione, la prima, è scaturita per il cervellotico comportamento del brasiliano che voleva il fallo, con proteste veementi e poi questo genio che fa? Una volta ammonito applaude ironicamente Massa, con il successivo cartellino giallo e il conseguente rosso. Ovviamente Gasperino il carbonaro, ha visto bene d’inveire contro l’arbitro essendo poi espulso a sua volta e poi dichiarando, in conferenza stampa, che l’arbitro ha rovinato una gara che sin li si stava disputando al meglio. Mi viene da suggerire al buon Gasperino, devi stare sereno sin a quel punto non avevi tirato una volta in porta, avresti dovuto prendertela con il tuo giocatore per la crisi isterica che l’ha portato all’espulsione, è comodo prendersela con chi applica il regolamento per celare le proprie pecche. Non mi dilungo oltre, ce ne sarebbero da dire altre cose, mi fermo qui, la cosa principale che suggerisco a tutti i giornalai ed esperti moviolisti di essere coerenti e saper legger tra le righe di una gara, tutto appare semplice se si applica una certa autocritica e non solo quando gioca l’Inter, perché noi siamo sempre sereni e sicuri di fare il massimo, chiediamo che anche voi dovreste fare la stessa cosa, l’Inter merita rispetto e non deve essere attaccata continuamente da mass media e presuntuosi saccenti conoscitori pallonari!  …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

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Ma che fatica!


Scritto Da il 9/Mar/2025

Ma che fatica!

La gara di ieri sera è stata l’emblema significativo: che se non giochi al massimo della concentrazione e da squadra, rischi di fare delle brutte figure. Nel più classico dei testa-coda mai risultato poteva essere più scontato, se non altro perché, come spesso accade, contro l’Inter tutte le squadre vendono cara la pelle e a volte, pur arroccandosi tutti in difesa, cercano in ripartenza azioni letali e poi se aiutati da quella bravura figlia di un aiuto che la dea bendata ti beneficia, com’è accaduto con la bellissima rete di Keita Balde, mentre la stessa dea s’è addormentata su tiro analogo del nostro Marcus nel secondo tempo, allora c’è da lottare strenuamente per avere la meglio. Tutto sommato possiamo solo essere soddisfatti dall’approccio del secondo tempo, la squadra ha voluto reagire alla situazione irreale che s’era creata, nella fattispecie i monzesi con due tiri nella porta hanno realizzato il massimo possibile: due reti, senza peraltro che il nostro portiere abbia dovuto compiere interventi di un certo rilievo, cosa invece che il buon Turati ha effettuato con estrema bravura. Per fortuna al tramonto del primo tempo, con l’ennesima azione nella metà campo avversaria, i ragazzi hanno accorciato le distanze con la rete di Arnautovic su passaggio di Dumfries di testa. In un certo senso si sapeva che i ragazzi avrebbe fatto di tutto per ribaltare il risultato, sinora sfavorevole ma solo per le belle parate di Turati, condivise con la mancanza di precisione dei ragazzi, ritengo che come al solito la verità è sempre nel mezzo. Per identificare al meglio quella che è stata la gara di ieri sera, ecco alcuni dati significativi, possesso palla 69% a nostro favore, angoli 13 a 1, tiri totali in porta e fuori 21 a 6, 1 legno colpito e parate 7 a 2 in favore del portiere brianzolo, tutto ciò pare indentificare al meglio l’andamento della gara che i ragazzi hanno meritato di vincere e così è stato, vero ma hanno dovuto sudare le proverbiali sette e più camicie, per avere la meglio di una squadra che una volta agevolata nel risultato parziale, hanno dato tutto per cercare di portare a casa un risultato positivo. Era quello che bramavano a più riprese da altre città, i gufi che erano ben presenti sui loro trespoli, ma benché i monzesi avessero eretto una barricata a protezione del fortino e della loro porta, tutto ciò è stata sgretolata dalla forza motrice di una squadra che voleva sovvertire ogni tipo di malasorte che si stava palesando. Con l’ingresso di un Thuram che sta ritornando quello di qualche mese fa, gli manca la rete in campionato , questo è vero, ma purtroppo l’ha sfiorata per ben due volte, con un palo che grida vendetta con un tap-in facile, facile, ma tante volte la facilità non sempre è sinonimo di rete. Ultima analisi mi viene da ridere per la rete annullata a Lautaro che ha toccato con i polpastrelli il pallone che poi ha scaraventato in rete con rabbia, se c’è il tocco, va annullato ma qui si rischia il ridicolo e poi per fortuna questa volta la tecnologia è venuta incontro al direttore di gara, in altre circostanze si sarebbero fatti tanti dibattiti per un pallone che aveva oltrepassato la linea di porta, certo non è la stessa cosa al riguardo della fatica rete non concessa a Muntari, dove il “disonesto” Buffon ha omesso di essere sinceramente degno e affermare l’avvenuta segnatura di quella rete, fortunatamente questi disgustosi episodi non sono più determinanti per la buona pace di chi vuol trarre guadagno di sviste arbitrali, e i non colorati nella loro storia ne hanno parecchi a loro favore, ma questa è un’altra storia e lasciamola a chi si fregia di queste pseudo vittorie, noi siamo l’Inter e queste cose non appartengono al nostro dna. Ora testa all’impegno di Champions contro il Feyenoord, che in parte abbiamo già delineato con la vittoria all’andata che poteva essere più larga senza l’errore da dischetto, ma va bene così, vorrà dire che imposteremo la gara per vincere ancora, anche perché il successivo fine settimana e prima della sosta, affronteremo un’altra gara importante contro la Dea di Bergamo, sarà determinante affrontarla con lo spirito giusto e l’umore a mille, in previsione del traguardo che si sta, pian piano, raggiungendo. Forza ragazzi crediamoci e anche se non siamo più quella squadra che sciorinava un bellissimo calcio come lo scorso anno, tutto è ancora alla nostra portata e talvolta il “corto muso” dovrà essere il diktat necessario e perentorio se vogliamo crescere e prenderci quello che ci è dovuto: siamo l’Inter e tutto il resto conta relativamente. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

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Un pareggio che sa di… vittoria!

Non è possibile disputare una gara del genere, il Napoli avrebbe meritato sicuramente di più che uno striminzito pareggio, gli sta sicuramente stretto, d’altronde chi è causa del suo mal pianga sé stesso, vero Inzaghi? Certo che le sue dichiarazioni sulle varie testate giornalistiche, a caratteri cubitali, dove affermava che non avrebbe firmato per un pareggio, invece al termine della gara è accaduto l’esatto contrario, se l’è tenuto ben stretto il punticino. Ieri pomeriggio c’è stata l’ennesima occasione per dimostrare, qualora ce ne fosse stato il bisogno, che la contraddizione che vive questa squadra, al momento opportuno dove dimostrare la propria superiorità, non riesce, la constatazione è che non ha fatto mai risultato pieno contro le squadre di vertice, o per lo meno quelle che si sarebbero potute assestare in vertice. Con la sola Atalanta abbiamo centrato il risultato pieno e poi: nulla, solo gare cervellotiche giocate per un tempo al massimo e dando poi l’opportunità di essere sorpresi, com’è accaduto contro i non colorati sia all’andata che al ritorno, per poi non parlare contro i cuginastri a cui abbiamo regalato un trofeo e due partite: assurdo. In controtendenza ieri pomeriggio tutto ciò non s’è avvertito, non abbiamo giocato solo per un tempo, abbiamo sempre arrancato, mentre il Napoli ha giocato per tutta la gara impedendo il nostro gioco, anche se ancora una volta c’è da imprecare alla mala sorte che ci ha privato di giocatori essenziali, acciaccati con contrasti alquanto duri dei giocatori partenopei. Le analisi della gara al Maradona hanno definito una sostanziale superiorità degli azzurri, s’è vista che avevano una brillante tenuta fisica, i nostri invece stancamente si trascinavano in avanti senza il consueto coinvolgimento di squadra. S’è giocato francamente, senza alibi di sorta, davvero male e se il buon Dimarco ha sbloccato la gara con una magistrale punizione, degna del tempio consacrato al dio pallonaro per antonomasia, non ha fatto che acuire i problemi di questa squadra, che una volta in vantaggio avrebbe potuto giocare di rimessa, condizione che più ci aggrada in determinate situazioni, invece inconsciamente ha consegnato la gara agli avversari. Se il primo tempo s’era concluso con un predominio dei padroni di casa, la ripresa ha ulteriormente accentuato questa presa di posizione ben indirizzati da Conte in panchina, se questi sono i presupposti, possono davvero puntare al titolo, rimane solo una gara alla settimana da preparare e questo è davvero un buon viatico per il futuro. Il nostro invece è di tutt’altra specie, certo puntiamo sui tre fronti disponibili, si potrebbero certamente centrare, ma giocando in maniera diametralmente opposta, il nostro gioco fluido s’è smarrito, non abbiamo più quella sicurezza di un tempo, arranchiamo e per avere la meglio in gara, sudiamo le proverbiali sette e più camicie. Della gara di ieri mi sovviene un proverbio che guardando la gara, insieme a un mio carissimo amico, mi sovviene e cioè che colpendo a più riprese anche il ferro si rompe, quello che è accaduto ieri sera, il Napoli ci ha messo nell’angolo colpendo inesorabilmente, come un pugile che cerca di assestare il giusto colpo del “knockdown”, che alla fine è arrivato, ma è anche palese che eravamo in difficoltà e se la gara si sarebbe protratta per ancora qualche altro minuto, potevamo anche perderla. In tutto questo cos’ha fatto il nostro genio in panchina? Ha sbagliato ancora una volta i cambi, facendo entrare in campo giocatori non motivati, favorendo le fasce con un Frattesi sulla nostra destra: impalpabile, mentre sulla nostra sinistra ha tolto ancora una volta Bastoni, mi chiedo perché solo e sempre lui, è un mistero senza un senso, tant’è che Dumfries s’è trovato spaesato in occasione della rete del pareggio partenopeo, proprio coprendo quella zona. La nota positiva è stata la bella prova del nostro portierino che s’è ben comportato nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa, gli altri tutto sotto la sufficienza. Se questa era la madre di tutte le gare, l’abbiamo disputata al peggio delle nostre possibilità, in buona sostanza dal Maradona usciamo ben ridimensionati, seppure ancora primi in classifica, ma con evidenti cali di tensione che una grande squadra non dovrebbe avvertire in modo così palese, essendo alla mercé degli avversari con statistiche che ci hanno sempre visto in difficoltà. Una caduta che avrebbe potuto causare danni ulteriori, mancano ancora ben 11 gare sino al termine di questo campionato che stiamo gettando alle ortiche, e che l’anno scorso abbiamo vinto in modo trionfale e senza alcun patema d’animo, tutt’altra situazione che stiamo vivendo ora. La cosa importante è non toppare i Europa, come unica rappresentante nella coppa principale, abbiamo l’onere e l’onore di farci trovare pronti. Mi auguro che quella di ieri sera al Maradona sia stata solo una serata storta e null’altro, noi siamo l’Inter e sappiamo e dobbiamo giocare nettamente meglio di come abbiamo fatto!   …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

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Le vittorie più… belle!


Scritto Da il 24/Feb/2025

Le vittorie più… belle!

Ho atteso le gare domenicali per avere una situazione più attendibile e veritiera, in attesa dello scontro diretto di sabato prossimo al Maradona di Napoli. La domenica ci ha portato in dote un primato in classifica che ai più appare incomprensibile, ma guardando come gioca il Como in maniera spregiudicata, è assolutamente veritiero, ne sa qualcosa chi ha già giocato al Senigallia, lo stadio lariano che pare davvero una fortezza per il club in riva al lago. Certo i campani, ci hanno messo del loro, hanno fatto harakiri, con errori di concentrazione, ma tant’è che hanno pagato dazio e questo per noi è un certo vantaggio, visto che dovremo fare una gara tutt’altro che speculare a Napoli, anche perché si è tutti insieme nell’arco di pochi punti, già perché è tornata a farsi sotto anche l’Atalanta, ma pensiamo a una gara alla volta. Sabato sera i ragazzi non hanno disputato una delle migliori gare, questo l’hanno visto in tanti, per avere ragione di un buon Genoa, abbiamo sudato le proverbiali sette camicie, ma anche perché bisogna mettere sul solito piatto della bilancia le nostre cervellotiche interpretazioni, che durante i novanta minuti, vengono alla luce. Sprechiamo oltre il dovuto, per errori di valutazione e precisione nei passaggi e nella stoccata finale in porta e se poi ci mettiamo anche la dea bendata, ecco che troviamo la quadratura del cerchio perfetto. Certo abbiamo atteso sino al 78esimo per avere ragione dei liguri, ma anche vero che se il bellissimo tiro di Barella aveva maggiore sorte, avrebbe tolto la ragnatela dall’incrocio dei pali, purtroppo così non è stato e per fortuna Calhanoglu ha calciato una bellissima traiettoria, su calcio d’angolo, che Lautaro ha spinto in rete, complice una deviazione genoana, ma la cosa importante era sbloccare il risultato e acquisire una vittoria sebbene di corto muso, come direbbe l’ex tecnico Allegri, tal volta è determinate in fasi come queste del campionato. In molti hanno storto il muso per la prestazione, ma al di là del risultato pare evidente che i ragazzi, specie nel secondo tempo, hanno pigiato sull’acceleratore cercando e ottenendo quello che hanno meritato. E ora? Raggiunta la vetta bisogna dare seguito a tutto ciò che s’è raggiunto, pensando a una gara alla volta, con cinismo e coesione, lottando come non mai, perché mai come quest’anno è nelle nostre corde la vittoria finale, sovvertendo quello che accade da diverso tempo, è difficile rivincere, e se noi ci riusciamo, così facendo faremo cambiare una condizione che porta in eredità l’altalenarsi di squadre vincitrici del titolo nazionale. Ritengo però che, quella raggiunta sabato sera, è una di quelle vittorie più belle, sofferte certo, ma raggiunta con forza e voglia di essere protagonisti lì dove sappiamo che è il nostro posto. Ora testa alla coppa Italia, gara tosta contro la Lazio, sono certo che Inzaghi non mollerà di un centimetro, ci tiene a questa competizione, farà un turnover sistematico, ma ritengo non massiccio, cin previsione della madre di tutte le gare, almeno per quest’anno, si giocherà solo dopo pochi giorni, ma come dico sempre vincere aiuta, ora più che mai, a vincere. Questo i ragazzi lo sanno, avvertono che nell’aria c’è tanto entusiasmo nei loro confronti, e sono sicuro che non disattenderanno le attese, perché essere a questo punto della stagione in corso di più fronti, alla stregua di chi ha speso svariate centinaia di milioni e arrancano nell’unica competizione e in una coppa Italia che potrebbe essere la loro ancora di salvezza di una stagione tutt’altro che positiva. Dovranno fare i conti con la nostra voglia di essere superiori in tutto e per tutto, dovremo fare tesoro delle gare che abbiamo fatto contro di loro, nella quali non abbiamo avuto quella capacità di affossarli, quando ne avevamo la possibilità. Sarà diverso, secondo me, con la previsione di un titolo al quale non abbiamo mai rinunciato, rimpinguando la nostra bacheca, che specie negli ultimi anni è stata arricchita di diversi trofei, e non finisce mica qui. Siamo gli unici in quell’Europa che conta, continuando in un percorso che è assolutamente alla nostra portata, senza facili illusioni giocando come sappiamo, senza l’assillo imminente di dover vincere a ogni costo il trofeo principale, ma vivendo e giocando una gara alla volta, avendo nella mente solo quella. Step by step, questo deve essere il mantra dei ragazzi, sono certo che Inzaghi l’ha insinuato nella mente della squadra, perché una grande stagione è determinata dall’apporto di tutte le componenti: società, area tecnica, squadra e dei tifosi che non lesineranno mai il loro apporto fondamentale, noi siamo l’Inter e che si vinca o si perda rimarrà sempre nei nostri cuori! …Amala!!!!

Le vittorie più… belle!

Antonio Dibenedetto

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Nerazzurri fermi al … palo!


Scritto Da il 17/Feb/2025

Nerazzurri fermi al … palo!

Mai titolo fu più emblematico in tutti i sensi. Ragazzi irriconoscibili ieri sera, in una gara che, guardando il primo tempo, pareva ben stretto un pari che ha premiato solo i non colorati oltre il loro merito. Ennesima occasione gettata alle ortiche, mi rendo conto che quando questa squadra deve fare il passo successivo, e diciamo quasi decisivo, ecco che vengono meno tutte le certezze. Un primo tempo letteralmente dominato, con occasioni malamente sciupate da un Lautaro irriconoscibile, da un Dumfries mai domo, che ha sprecato di testa l’occasione più limpida e ha colpito l’ennesimo palo e tanto gioco sulle fasce, ebbene nessuno avrebbe puntato un centesimo sulla disfatta che poi ha preso piede nella ripresa. Una considerazione ferale parte dal status quo del momento, questa squadra ha perso per ben 2 volte nell’arco di 15 giorni, in trasferta dove aveva ottenuto uno score davvero invidiabile. Analizzando, le due batture d’arresto, appare verosimile affermare che ci sono sconfitte che fanno male, figlie di un assetto di squadra errato, dove i giocatori scendono in campo demotivati, svogliati in un sola parola assenti, (Firenze docet) e per fortuna sono pochissimi questi casi, e poi ci sono gare dove si esce sconfitti, e queste sono quelle che fanno più male, dove viene dimostrata un’assenza sostanziale di cinismo condito da un pizzico di fortuna, che ne determinano una spiegazione alquanto logica: ebbene questo è avvenuto a Torino. L’Inter ha dimostrato di avere tutto per essere migliore degli avversari, ma è mancato quel cinismo che dovrebbe essere insito di chi vuole vincere gare come quelle. Così con un secondo tempo cervellotico abbiamo vanificato tutto, facendo resuscitare una squadra che non ha né capo né coda, che nonostante tutti quei milioni spesi ha agganciato il quarto posto in classifica, e dalla gioia finale pareva avessero vinto una Champions, si vede che il loro traguardo più ambito è battere l’Inter se poi sono indietro poco importa. Con i se e i ma non si va da nessuna parte, ma è obbligatorio ricordare le occasioni sprecate malamente da Lautaro, che nonostante il suo prodigarsi e impegnarsi per la squadra, risulta meno lucido in fase realizzativa, ben due le occasioni avute anche ieri sera. Tocca ricordare la percentuale di possesso palla nella prima frazione di gioco, nettamente a nostro favore, lasciando ai non colorati solo alcune ripartenze, che avrebbero potuto farci male se i ragazzi non avessero posto rimedio. In partite come queste deve venire fuori un carattere che ancora è latitante, perché quando hai difronte squadre blasonate, non puoi sbagliare atteggiamento e occasioni in serie. I migliori giocatori in questi casi fanno la differenza, purtroppo ieri siamo stati traditi da chi ha sempre dato l’anima per questa squadra, fa specie ricordare che ciò accade purtroppo in gare dove l’orgoglio deve essere superiore a ogni cosa. Annotazione doverosa, abbiamo “regalato” con il nostro atteggiamento ben 4 punti ai non colorati, non facendo tesoro di ciò che era accaduto nella gara di andata, premiati oltre il dovuto, per nostri demeriti, e quindi anche ieri sera, ben altri 4 punti ai cuginastri e anche in questo caso con demeriti che sono nostri oltre ai meriti altrui. Facendo una riflessione con i punti lasciati per strada dove saremmo ora? Meglio non pensarci, tutto sommato dovremo rialzarci in fretta, considerando che c’è ancora tanto da giocare in questo campionato, fermo restando che dovremo però cambiare registro e giocare da squadra e per tutti i novanta e passa minuti. Tutto sommato ritengo che è ancora tutto nelle nostre mani, considerando che abbiamo un credito enorme sia con la fortuna che con gli arbitri e questo deve farci ben sperare, dovremo iniziare a riscuotere ciò che c’è dovuto, specie in questo momento dove ogni gara appare a eliminazione diretta. Ribadisco che la squadra c’è senza ombra di dubbio, non si deve scoraggiare per un risultato che ci ha visto penalizzati, deve continuare a giocare come sa e creare i presupposti per vincere le gare future, al di là di ogni umana comprensione, solo giocando da squadra si possono raggiungere quei traguardi che al momento parrebbero lontani, ma noi siamo l’Inter e sappiamo solo lottare come unica alternativa, cercando come la migliore delle analisi la vittoria, come panacea indispensabile per alimentare la nostra autostima.   …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

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Una partita vinta sul filo di …. nervi!

Siamo alle solite, nella gara contro la Viola, a distanza di pochi giorni, ci ha restituito quella squadra che abbiamo da sempre amato, che è scesa in campo con tale concentrazione e cattiveria agonista senza precedenti. S’è visto da subito l’approccio giusto e di carattere che i ragazzi hanno messo in campo, con determinazione non hanno fatto uscire dal guscio i toscani, annichilendoli sotto ogni punto di vista, tant’è che il solo tiro in porta loro è venuto su calcio di rigore. Già il calcio di rigore per carità, ne parleremo più compiutamente dopo. Mi è piaciuto lo spirito che i ragazzi hanno fatto vedere, quella “cazzimma” che significava soltanto il volere cancellare quell’episodico errore di approccio molle nella gara di giovedì scorso, compiendo quel passo falso che ha determinato la sconfitta, meritata, ma che ieri sera ci sarebbe stata ben altra gara: così difatti è stato! Gara direi a senso unico con nostre occasioni in serie, determinando una traversa secca, un palo esterno e altre occasioni mancate di un soffio, della Fiorentina manco l’ombra e se poi il possesso palla è risultato di gran lunga a nostro appannaggio, questo la dice alla grande sull’impostazione della gara. La vittoria voluta, ottenuta lottando e con una tensione inimmaginabile, direi quasi sul filo di nervi, per la nostra spasmodica voglia di far vedere che quella sconfitta è stata accentuata da valutazioni oggettive e sbagliate, perché l’Inter è di tutt’altra pasta di quella vista a Firenze. Su tutti ho visto gli occhi spiritati del nostro capitano che ha lottato per tutti i novanta e passa minuti della gara, incitando e aiutando i compagni, e un Barella davvero stratosferico e se poi avesse fatto goal con quella spettacolare rovesciata, sono certo che sarebbe venuto giù il Meazza, come si suol dire. Ma tutti i ragazzi hanno giocato al meglio, avvolgendo gli avversari con una manovra talvolta ubriacante, come in occasione della rete del vantaggio firmata da Arnautovic (toh chi si rivede), con ben sedici passaggi consecutivi. La Fiorentina ha cercato di limitare i danni con una tattica che mette in atto chi vuole solo difendersi e ripartire, lasciando all’avversario il pallino del gioco, ma in questi casi si sa che per avere la meglio bisogna calciare in porta e per lo meno impensierire il portiere avversario, magari segnando anche. Tutto ciò non è avvenuto, credo per bravura nostra che abbiamo accerchiato, in quelle poche volte che gestivano la palla, con pressing il loro portare di sfera. Ritengo per via di queste considerazioni, che il nostro Sommer a fine gara non si sia fatto nemmeno la doccia, non ha provveduto manco a sporcarsi i guantoni, normale amministrazione, quella compiuta. Veniamo ora ai punti salienti di questa partita, come spesso ci sta capitando, leggo sui social presunti attacchi nei nostri confronti per una situazione che sta divenendo assai comica. Tutti si lamentano di presunti o reali errori arbitrali, alla prima occasioni, l’ultimo sfogo dal saccente dio pallonaro meneghino che ha chiesto rispetto per la sua squadra, ma tutto ciò non l’ha detto in conferenza stampa di quello che gli ha elargito domenica scorsa lo stesso settore arbitrale, oppure di altri club con “tifosotti” del giovedì e presunti giornalai che hanno posto l’accento sul favoritismo a favore dell’Inter per la concessione di un calcio d’angolo con la palla nettamente uscito di svariati centimetri, sicuramente l’errore è palesemente certo, ma i ragazzi non hanno fatto goal su quel cross di Bastoni e poi è stato un giocatore della viola a spedire il pallone fuori, successivamente. La rete, anzi l’autorete, è avvenuta successivamente, quindi non v’è alcuna certezza nel determinare che su un calcio d’angolo vi possa essere una rete sicura. Ora la nota dolente: il calcio di rigore! Qui abbiamo l’apoteosi delle assurdità, c’è stato un conciliabolo al var fra i vari tecnici ai monitor, che non sapendo giustificare la concessione del calcio di rigore, hanno fatto decidere erroneamente al direttore di gara, copiando il gesto di inespressività tanto caro a Ponzio Pilato, lavandosene le mani. Gli esperti ed ex arbitri, hanno decretato a chiare lettere cubitali che non vi è mai la concessione del penalty in quelle circostanze, con una distanza davvero ravvicinata e con un tiro che sarebbe finito fuori e non nello specchio della porta, ma che accidentalmente va a colpire il braccio del difendente nerazzurro, che saltando non può legarsi le braccia. Qui mi viene da pensare, perché non è stata adottata la stessa condizione anche in altre gare? (Baschirotto docet). Vi viene davvero da sorridere, quando capita qualcosa di poco chiaro, per i giornalai, all’Inter si grida subito allo scandalo per presunti favori arbitrali, ma quando si subiscono torti, tutto tace. Questa condizione per far risultare che esiste un qualcosa a nostro favore: ma de che! Come spesso ci accade dobbiamo lottare contro tutti e tutto, e se siamo lì a difendere il titolo vinto, tutto ciò è solo per la nostra bravura e passione, nulla ci è regalato! Ora avremo quasi una settimana intera, non ci pare vero, per organizzare al meglio la gara contro in non colorati torinesi, spero solo che questa volta ci lascino giocare come sappiamo, senza alcuna interferenza esterna, loro avranno nelle gambe la gara di spareggio Champions e noi gli allenamenti, il tutto per ricaricare le pile e cercare di avere arruolabile il nostro calciatore simbolo, quel Thuram parte integrante di una “TuLa” sempre più determinante nello scacchiere nerazzurro: forza ragazzi crediamoci noi siamo l’Inter, questa è una garanzia! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.    

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Blackout… nerazzurro!!!


Scritto Da il 7/Feb/2025

Blackout… nerazzurro!!!

Francamente sono davvero in difficoltà nell’esprimere ciò che provo in questo momento, decisamente incomprensibile dopo il derby delle amarezze e sfortuna, avevamo l’occasione giusta: ecco che si presenta una gara che poteva rappresentare la consapevolezza di ciò che poteva rappresentare la continuazione di un sogno. Il duro risveglio però è stato davvero ferale, in molteplici situazioni: in primis la voglia forsennata dei viola di dare una gioia allo sfortunato Bove, in panchina ha osservato i suoi compagni fare letteralmente a pezzi, quella che è la squadra campione d’Italia in carica, nel recupero di quella partita che ha distrutto, spero momentaneamente, i suoi sogni di calciatore. La cosa però raccapricciante, è stata la mentalità con la quale è scesa in campo la squadra nerazzurra, surclassata in ogni zona del campo, talvolta in balia dell’avversario feroce che l’aggrediva con veemenza, invece i nostri ragazzi molli e incapaci di una sortita decisa in avanti, i soliti e innocui passaggi senza costrutto, trascinando in questo modo un primo tempo scarno, per quel che restava, a reti bianche. Tutto faceva presagire a una ripresa di ben altro lignaggio, macché l’esatto contrario, errori su errori, d’impostazione e assetto, con giocatori che erano lontani parenti di quelli che hanno lottato con forza nel derby. Per non parlare delle reti concesse ai viola, totalmente assurde che non si vedono neanche in campi di categorie inferiori, non si può difendere in quel modo, per non parlare della terza rete, la concessione benefica di Dimarco a Kean che ha ringraziato del prezioso regalo e ha infilato l’incolpevole Sommer con un preciso e netto tiro in uscita. Di cosa vogliamo parlare ancora? Nulla la Fiorentina ha meritato alla grandissima questa vittoria, figlia della loro voglia di vincere che purtroppo i nostri ragazzi hanno smarrito. Di facciata le dichiarazioni del tecnico a fine gara, addossandosi tutte le colpe, certo in campo ci vanno i calciatori, ma è lui colui che è preposto a un lavoro psicologico essenziale e di carica per tutta la squadra. E per cortesia non c’è neanche da fare appello alla scusante delle troppe gare ravvicinate, la stanchezza ci può stare, ma non regge perché anche la Fiorentina ha giocato domenica, quindi c’è stato un reale blackout mentale, più che fisico, a cui i ragazzi non hanno saputo reagire. Per carità questa squadra non bisogna per niente posizionarla sui banchi degli imputati, due sole sconfitte in campionato nel totale di 23 giornate è uno score del tutto invidiabile, però la condizione essenziale è che ci sta a perdere, facendo i complimenti agli avversari per la vittoria, ma ritengo che è necessario lottare e sudare la maglia che indossano, con quello scudetto che è bell’impresso sul petto, ieri sera purtroppo tutto ciò non s’è visto. Con quel risultato così rotondo, faccio sinceramente fatica a vedere una sufficienza in qualcuno dei nostri calciatori, con quell’atteggiamento dimesso che non rientra nel dna dei giocatori interisti. Ritengo che stasera la gara l’abbiamo persa negli spogliatoi, scendendo in campo con un atteggiamento inaccettabile e tal volta supponente. Ora tocca fare immediatamente un reset e credere che non è tutto perduto, la cosa importante è avere la forza necessaria per lottare e sovvertire lo status quo che al momento ci vede in difficoltà. Sarebbe un errore puntare solo sulle coppe, di gare ce ne sono ancora tante, ma bisogna avere il coraggio di ritornare a essere la squadra che ci ha fatto innamorare per il suo modo di giocare, lottando per un obiettivo che ancora non è svanito, secondo il mio modesto parere, ma non giocando e interpretando le gare in questo modo. Ora lunedì ci toccherà affrontare nuovamente la viola, speriamo che i ragazzi abbiano fatto tesoro della sberla ricevuta, i toscani avranno in rosa i giocatori nuovi che hanno acquistato, ma avranno anche la presunzione di poter fare ancora una volta un sol boccone della nostra squadra, ecco è l’occasione giusta, facciamoglielo credere e ritorniamo a giocare come sappiamo, come in guerra non facciamo prigionieri in casa nostra dovremmo comandare noi e basta! Ultima analisi e mi ripeto in un concetto già espresso, nello sport come nella vita si può vincere oppure perdere, ma ci si deve almeno provare e lottare, stasera è mancata quella voglia e sinceramente questo è inaccettabile, esprimo quello che è il mio giudizio da tifoso, per una squadra che amo a cui starò sempre vicino e fedele, evidenziando ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che stasera non m’è piaciuta la loro supponenza, tutto qui. C’è tempo per recuperare, ma con altro spirito, tenendo sempre presente quello che ci ha insegnato il nostro compianto presidente G. Facchetti: “ci sono giorni in cui tifare Inter è facile, altri in cui è doveroso e altri in cui esserlo è un onore”. Dimostriamo in ogni dove quella tenacia che ha da sempre contraddistinto la nostra squadra, perché l’Inter si ama a prescindere! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

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