





Un bellissimo pomeriggio!!!
Sabato abbiamo vissuto un bellissimo pomeriggio, anche per merito di un giocatore che s’era improvvisamente eclissato e in pomeriggio di novembre forse s’è ritrovato? L’interrogativo è d’obbligo visti i precedenti, ma un Correa come quello visto sabato, era un pezzo che lo stavamo aspettando. Si denota che forse è l’aria di Verona, dello stadio Bentegodi, che gli ispira le migliori performance, visto che sono datate a due anni or sono le ultime reti, quelle del suo esordio, diciamo quelle importanti, condite da una bellissima prestazione. Ora si renderà conto che è capace di giocare a pallone, cosa che ultimamente non gli riusciva? Spero che l’Inter abbia recuperato un giocatore che ai tempi della Lazio ha fatto vedere di che pasta era fatto, sia ben chiaro non credo gli possano concedere il rinnovo del contratto solo per questa prestazione, sarebbe davvero impensabile. Della gara c’è poco da dire, per carità i primi 10 minuti sono stati ad appannaggio degli scaligeri che ci hanno provato, nelle uniche due occasioni del primo tempo, la prima con un colpo di testa in area parato goffamente da Sommer e poi una traversa in pieno colpita benissimo dal giocatore Tengsted che probabilmente meritava più fortuna. In contrapposizione c’è stata invece una reazione veemente dei ragazzi che sono passati in vantaggio con una rete orchestrata dal duo Thuram e Correa, con un triangolo nello stretto e lo scavino finale dell’argentino: davvero bello! Nell’allegra difesa scaligera, c’è andato a nozze “Ticus” Thuram autore di due reti, in considerazione che se al francese, gli lasci un paio di metri, risulta davvero imprendibile e abile a incunearsi in area, segnando saltando anche il portiere, davvero un giocatore spettacolare. Diciamo che un po’ tutti i ragazzi ieri hanno disputato la gara che si sperava, con un netto cinque a zero nei soli primi quarantacinque minuti, riposando nella ripresa giocando facendo solamente accademia, anche se, a essere puntigliosi ci sono stati altri due episodi che meritavano maggior fortuna. Mi riferisco al tiro a volo di Zielinsky e l’incrocio dei pali colpito ancora da Correa, ma va bene così gara in ghiaccio nei primi 40 minuti e poi nulla più. Ora testa al quinto turno di Champions, con diversi giocatori che hanno tirato il fiato e saranno della gara, in prospettiva che poi ci sarà lo scontro di domenica primo dicembre, a Firenze, contro una la squadra viola che avrà anch’ssa nelle gambe la gara di Conference giocata giovedì, sarà una gara che ci vedrà impegnati in una serie di gare di tutto rispetto, dove incontreremo due squadre che al momento, hanno la nostra stessa posizione in classifica, appunto Fiorentina fuori casa poi in casa contro il Parma quindi la sesta di Champions contro il B. Leverkusen quindi la Lazio a Roma, senza dimenticare la probabile partita di Coppa Italia contro l’Udinese del 19 dicembre, diciamo un bellissimo, quanto tosto, tour-de-force che saprà dirci in chiaro a cosa può puntare l’Inter in questo anno. Tantissime gare in meno di venti giorni, calcolando ogni gara, una ogni quattro giorni, le risorse i ragazzi dovranno attingerle interiormente, cercando di recuperare al più presto, smaltendo quell’acido lattico accumulato, che sarà determinante nel far andare la gamba al meglio delle loro possibilità. Sarà d’obbligo anche un certo, quanto mai meticoloso, turn-over, con questi giocatori che stanno mettendosi in luce ultimamente. Per mercoledì speriamo di ritrovare il miglior Lautaro, ne abbiamo bisogno tantissimo, ma di lui e non il fratello gemello che sta giocando a Milano, vogliamo il toro che noi tutti conosciamo, che in Argentina è capace di fare reti entusiasmanti con la “selecion albiceleste”. Tuttavia siamo fiduciosi e consci che i nostri ragazzi non ci deluderanno e daranno tutto in campo, in ogni gara che disputeranno, come hanno sempre fatto da qualche anno a questa parte. Ultima annotazione, mi viene da sorridere e allo stesso tempo mi fa riflettere del comportamento di quel fenomeno mediatico di Conte, ieri come mai non s’è lamentato del var e della direzione, alquanto insufficiente di Massa? Tutti i giornalai sportivi gli hanno assegnato un bel 4,5 in pagella, sarà un caso, oppure ha sbagliato tanto? Come mai il tecnico azzurro non ha richiesto l’attenzione del var? questo vuol solo significare che gridare: “al lupo, al lupo” sortisce i migliori effetti, cosa che quel signore di Ranieri non ha fatto, seppur lamentandosi moderatamente, non ha mandato strali minacciosi in conferenza stampa, ma ha solo accennato allo strano comportamento arbitrale, purtroppo la classe non è acqua né tanto meno si acquista in un supermercato, se ce l’hai è bene, tu carissimo parruccone non ne hai nella maniera assoluta, ti conosciamo dai tempi dei non colorati, sparare a zero per trarre dei benefici è sempre stato il tuo motto e con il tuo presidente hai vita facile. Noi siamo diversi, non temiamo i tuoi attacchi, né tantomeno di quei giornalai compiacenti che ti tutelano: siamo l’Inter e questo vuol dire tanto. …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.
Leggi TuttoPari e patta… forse!!!
Come si dice in questi casi, la paura di vincere ti fa sbagliare, così come la frenesia ti fa commettere errori veniali (vedi Dumfries). Tutti attendevano questa gara, la prima contro la seconda della graduatoria, ma non vi è stata quella sana voglia di vincere, almeno non è apparsa quantomai palese, difatti il gioco è impattato, quasi cementato con rare occasioni da rete, con un Napoli chiuso con marcature asfissianti sulle fonti di gioco dei Nerazzurri, ma che erano tuttavia disposti a voler affondare, specie nel secondo tempo, non sentendo quasi mai il peso della gara di Champions. Quello che è stato evidenziato in questa specifica gara, è stato il non farsi male reciproco, ma così facendo non s’è fatto altro che cementare un gruppone di ben sei squadre in 1 punto, tutto sommato va bene così, perché pare che questo sia il campionato più livellato degli ultimi anni anche se… vabbè lasciamo perdere, perché con i se e con i ma non si va da nessuna parte. La disamina della gara appare pressoché evidente, il Napoli arroccato e pronto a pungere in ripartenza, nel perfetto stile del suo condottiero, e i ragazzi a effettuare una certa manovra avvolgente, che però in buona sostanza non ha espresso granché. Primo tempo che ha espresso due situazioni che hanno scosso lo stadio dal torpore in cui stava cadendo, in primis il malaugurato errore di Dumfries, che s’è perso il suo marcatore nel più facile dei tap-in sotto porta, per fortuna nel tramonto della prima frazione ci ha pensato il fantastico Calhanoglu, che ha tirato dal cilindro un tiro portentoso che non ha lasciato scampo il povero Meret. Parità ristabilita e tutti negli spogliatoi. La ripresa ci ha visto più pimpanti e il Napoli ancora più arroccato nel proprio centrocampo, diverse le nostre occasioni per far male ai partenopei, purtroppo come ci accade spesso, non riusciamo a fare goal con nitide occasioni che abbiamo elaborato, ma ritengo che prima o poi tutti verrà risolto in una quadratura del cerchio che si sta cercando, alla Pinetina, con la speranza che venga ritrovata al più presto. Sin qui tutto pareva essere nella norma, con la spartizione dei punti in palio, in un pareggio che forse darà più merito ai partenopei e il contestuale demerito nostro, se non altro per aver almeno provato a vincere questa gara. Ma come spesso accade, tutto viene definito in un disegno ben preciso: rigore contestato dai partenopei su di un evidente tocco di Anguissa sullo stinco di Dumfries, che è assolutamente reale e visto, a distanza di 5 metri a visuale libera, dall’arbitro Mariani. Ma la cosa che fa più specie e che il Var non ha visto altri ben 2 tocchi di mano dei difensori napoletani, uno molto più evidente, tocchi che l’arbitro non ha visto o forse ritenuto del tutto ininfluenti, ma come s’è visto ultimamente, il giudizio appare univoco: appena tocchi la palla con la mano o braccio ti fischiano il rigore, ieri no, vabbè lasciamo perdere. Sul dischetto si presenta il rigorista per eccellenza “sentenza Chalanoglu” che dopo una striscia positiva di ben 17 rigori realizzati, il 18esimo lo stampa sul palo. Non si può gettare la croce su di un giocatore che ci mette sempre l’anima e che ha sempre avuto il coraggio di tirare i calci di rigore, la sua infallibilità s’è fermata una sera di novembre, ma sono convinto che è pronto a ripartire con la stessa intensità. Direi che questo pareggio è figlio di una gara che dovevamo avere il coraggio di chiudere e non l’abbiamo fatto, con il nostro portiere spettatore non pagante di una gara alla nostra portata, spero solo che questi punti lasciati per strada non influiscano sul risultato finale. Sin qui tutto nella norma, ma la cosa che m’ha fatto davvero riflettere sulla sanità mentale di Conte e della sua sceneggiata di fine gara, dinanzi ai microfoni, ha messo su una pantomima della serie: siamo stati defraudati! Non sapendo che il rigore, da lui contestato, era assolutamente reale e veritiero, con il tocco seppur leggero c’è stato, ma qui non si evidenza l’entità e la forza del tocco per decretare un rigore che al 99% delle volte viene concesso. Assurdo il suo commento davvero fuori luogo, non ammettendo però che lui ha beneficiato di quel var tanto bistrattato, in quel di Empoli dove gli è stato un concesso un “rigorino” che ha portato in Campania 3 punti che non avrebbe certamente meritato, perché in quella specifica giornata non ha detto nulla, e non si è lamentato del var? Ritengo che il campionato ha ritrovato il solito vecchio Conte che, come ha sempre fatto in passato, cerca di protestare alacremente facendo passare tutto in secondo piano, non riferendo però della partita del suo Napoli che ha pensato solo a difendersi, anche se a onor del vero a fine gara potevano vincerla, ma ritengo che il solo punto conquistato è già grasso che cola. Caro Conte riferisci serenamente sulle occasioni create dal tuo Napoli, della tecnica e tattica espresse dai tuoi ragazzi in campo, anche perché tutti hanno visto il vostro comportamento e ritengo che quello sclero finale la dice lunga su quello che hai voluto nascondere, perché non sapevi a che santi votarti per dare una spiegazione plausibile sul gioco remissivo espresso dalla tua squadra in campo, dovendo preparare una sola gara settimanale senza aver altri impegni. Sono queste le gare, e direi l’ennesima, che ti fanno riflettere sul carattere che bisogna avere in campo, ma bisogna rendersi conto che ancora non c’è una lepre in campionato, tutti possono ambire a sogni che possono realizzarsi, visto lo status quo attuale e noi dobbiamo crederci ora più che mai, non possiamo mollare, non è nel nostro dna. …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.
Leggi TuttoComportamento deleterio!!!
Ancora una volta incappiamo in un comportamento davvero deleterio per le nostre coronarie, non si può attende il 97esimo per avere ragione di una squadra che è venuta a San Siro per disputare la sua onesta partita. Oramai conoscono il nostro gioco e apportano sempre le più efficaci contromisure, ma la colpa è sempre più la nostra perché non riusciamo a chiudere delle gare dove la disparità di classe e contenuti è davvero evidente. Ci tocca sempre stare sul chi-va-là, noi sciupiamo in malo modo le numerose occasioni da rete, nel primo tempo ne ho contate ben cinque evidenti, e poi in ripartenza i lagunari a momenti passavano in vantaggio. Tutto ciò, ribadisco il mio concetto, non appartiene a una grande squadra, certo si va in campo in undici contro undici, ma la nostra classe è di gran lunga superiore a quella degli altri. Ho notato che quello che manca a questa squadra è la voglia di mordere, di affondare, di concretizzare quello che crea, talvolta si perdono in preziosismi che dinanzi al portiere avversario non devono sussistere, non si deve necessariamente entrare in porta con la palla, ma bisogna avere il coraggio di tirare se si è in posizione ottimale, oppure favorire il compagno meglio piazzato, tutto ciò è ampiamente documentato nella pagina quindici del manuale del calcio, fare goal è importante per vincere, altrimenti si soffre. Non è che il secondo tempo sia stato avaro di emozioni, tutt’altro, oltre alle altre innumerevoli occasioni da rete è arrivata la rete di Lautaro, oltre a quella di Mhkitaryan annullato per fuorigioco e tanto altro, a giudizio di un Var che se ti toglie poi ti dà, come in occasione del 97esimo, annullando la rete del pareggio lagunare per fallo di mano del giocatore ospite, che secondo il mio modesto parere affossa anche Bisseck con il braccio reo del tocco. Credo che tutti grideranno allo scandalo per il risultato striminzito, e sulla rete annullata da quel var che secondo i giornalai esteti del calcio, funziona perfettamente solo per l’Inter, certo se questi sono i risultati bisogna sempre prenderli per croce e delizia, s’è visto di molto peggio in questa domenica calcistica e oltre, una giornata all’insegna delle tantissime segnalazioni e proteste dei club, che purtroppo non partoriscono granché, tanto tutto è compiuto e indietro non si torna certamente, bisogna essere realisti e accettare ogni decisione arbitrale, seppur a malincuore. La nota positiva è che Lautaro è tornato a segnare per la seconda partita di seguito, importantissimo per la squadra ma quello che determina la nota negativa è stato Marcus Thuram, inguardabile ieri sera, s’è divorato di tutto e di più, poteva tranquillamente segnare come minimo due reti, talvolta si specchia nelle sue prodezze, sino al narcisismo, con quella voglia far goal a tutti i costi e quella voglia di protagonismo che una punta deve avere certamente, ma che talvolta è bello anche fornire un assist vincente al proprio compagno, non vi pare? È davvero dura da digerire una situazione del genere, in considerazione che la gara di ieri poteva assumere un risultato tennistico, invece ci ha fatto tremare sino alla fine e se non veniva, giustamente, annullata quella rete ora staremmo a discutere sull’ennesima partita gettata alle ortiche. Inzaghi deve cercare di scuotere i ragazzi da quel torpore irriverente di onnipotenza, che la squadra assume in campo giocando in maniera lenta e prevedibile, non siamo più affamati come lo scorso anno, si denota dai punti di ritardo ben 4 e una posizione in classifica in meno, tutto ciò deve far pensare e riflettere per quello che questa squadra sa e può fare, anche perché ora abbiamo la gara di Champions mercoledì e domenica nel posticipo ospiteremo un Napoli ferito, dalla sconfitta casalinga contro l’Atalanta, che non avendo impegni può allenarsi tutta la settimana al meglio, mentre noi saremo costretti agli straordinari. Ecco perché la gara di ieri poteva assumere vitale importanza nella gestione effettuata con più coerenza, risparmiando energie, bastava chiudere la gara già al primo tempo concretizzando le occasioni avute e magari con un netto tre a zero, tutto sarebbe potuto scorrere via senza sussulti e patemi d’animo finali, ma noi siamo l’Inter e le cose facili non ci piacciono. Ora il banco di prova tra sette giorni, sapremo se i ragazzi saranno stati all’altezza dell’arduo compito che l’attendono, solo capendo che siamo solo noi gli artefici del nostro futuro, non avremo dubbi su ciò che conta, cioè vincere: forza ragazzi, siamo con voi! …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.
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