





Le vittorie più… belle!
Ho atteso le gare domenicali per avere una situazione più attendibile e veritiera, in attesa dello scontro diretto di sabato prossimo al Maradona di Napoli. La domenica ci ha portato in dote un primato in classifica che ai più appare incomprensibile, ma guardando come gioca il Como in maniera spregiudicata, è assolutamente veritiero, ne sa qualcosa chi ha già giocato al Senigallia, lo stadio lariano che pare davvero una fortezza per il club in riva al lago. Certo i campani, ci hanno messo del loro, hanno fatto harakiri, con errori di concentrazione, ma tant’è che hanno pagato dazio e questo per noi è un certo vantaggio, visto che dovremo fare una gara tutt’altro che speculare a Napoli, anche perché si è tutti insieme nell’arco di pochi punti, già perché è tornata a farsi sotto anche l’Atalanta, ma pensiamo a una gara alla volta. Sabato sera i ragazzi non hanno disputato una delle migliori gare, questo l’hanno visto in tanti, per avere ragione di un buon Genoa, abbiamo sudato le proverbiali sette camicie, ma anche perché bisogna mettere sul solito piatto della bilancia le nostre cervellotiche interpretazioni, che durante i novanta minuti, vengono alla luce. Sprechiamo oltre il dovuto, per errori di valutazione e precisione nei passaggi e nella stoccata finale in porta e se poi ci mettiamo anche la dea bendata, ecco che troviamo la quadratura del cerchio perfetto. Certo abbiamo atteso sino al 78esimo per avere ragione dei liguri, ma anche vero che se il bellissimo tiro di Barella aveva maggiore sorte, avrebbe tolto la ragnatela dall’incrocio dei pali, purtroppo così non è stato e per fortuna Calhanoglu ha calciato una bellissima traiettoria, su calcio d’angolo, che Lautaro ha spinto in rete, complice una deviazione genoana, ma la cosa importante era sbloccare il risultato e acquisire una vittoria sebbene di corto muso, come direbbe l’ex tecnico Allegri, tal volta è determinate in fasi come queste del campionato. In molti hanno storto il muso per la prestazione, ma al di là del risultato pare evidente che i ragazzi, specie nel secondo tempo, hanno pigiato sull’acceleratore cercando e ottenendo quello che hanno meritato. E ora? Raggiunta la vetta bisogna dare seguito a tutto ciò che s’è raggiunto, pensando a una gara alla volta, con cinismo e coesione, lottando come non mai, perché mai come quest’anno è nelle nostre corde la vittoria finale, sovvertendo quello che accade da diverso tempo, è difficile rivincere, e se noi ci riusciamo, così facendo faremo cambiare una condizione che porta in eredità l’altalenarsi di squadre vincitrici del titolo nazionale. Ritengo però che, quella raggiunta sabato sera, è una di quelle vittorie più belle, sofferte certo, ma raggiunta con forza e voglia di essere protagonisti lì dove sappiamo che è il nostro posto. Ora testa alla coppa Italia, gara tosta contro la Lazio, sono certo che Inzaghi non mollerà di un centimetro, ci tiene a questa competizione, farà un turnover sistematico, ma ritengo non massiccio, cin previsione della madre di tutte le gare, almeno per quest’anno, si giocherà solo dopo pochi giorni, ma come dico sempre vincere aiuta, ora più che mai, a vincere. Questo i ragazzi lo sanno, avvertono che nell’aria c’è tanto entusiasmo nei loro confronti, e sono sicuro che non disattenderanno le attese, perché essere a questo punto della stagione in corso di più fronti, alla stregua di chi ha speso svariate centinaia di milioni e arrancano nell’unica competizione e in una coppa Italia che potrebbe essere la loro ancora di salvezza di una stagione tutt’altro che positiva. Dovranno fare i conti con la nostra voglia di essere superiori in tutto e per tutto, dovremo fare tesoro delle gare che abbiamo fatto contro di loro, nella quali non abbiamo avuto quella capacità di affossarli, quando ne avevamo la possibilità. Sarà diverso, secondo me, con la previsione di un titolo al quale non abbiamo mai rinunciato, rimpinguando la nostra bacheca, che specie negli ultimi anni è stata arricchita di diversi trofei, e non finisce mica qui. Siamo gli unici in quell’Europa che conta, continuando in un percorso che è assolutamente alla nostra portata, senza facili illusioni giocando come sappiamo, senza l’assillo imminente di dover vincere a ogni costo il trofeo principale, ma vivendo e giocando una gara alla volta, avendo nella mente solo quella. Step by step, questo deve essere il mantra dei ragazzi, sono certo che Inzaghi l’ha insinuato nella mente della squadra, perché una grande stagione è determinata dall’apporto di tutte le componenti: società, area tecnica, squadra e dei tifosi che non lesineranno mai il loro apporto fondamentale, noi siamo l’Inter e che si vinca o si perda rimarrà sempre nei nostri cuori! …Amala!!!!
Le vittorie più… belle!
Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter
Leggi TuttoNerazzurri fermi al … palo!
Mai titolo fu più emblematico in tutti i sensi. Ragazzi irriconoscibili ieri sera, in una gara che, guardando il primo tempo, pareva ben stretto un pari che ha premiato solo i non colorati oltre il loro merito. Ennesima occasione gettata alle ortiche, mi rendo conto che quando questa squadra deve fare il passo successivo, e diciamo quasi decisivo, ecco che vengono meno tutte le certezze. Un primo tempo letteralmente dominato, con occasioni malamente sciupate da un Lautaro irriconoscibile, da un Dumfries mai domo, che ha sprecato di testa l’occasione più limpida e ha colpito l’ennesimo palo e tanto gioco sulle fasce, ebbene nessuno avrebbe puntato un centesimo sulla disfatta che poi ha preso piede nella ripresa. Una considerazione ferale parte dal status quo del momento, questa squadra ha perso per ben 2 volte nell’arco di 15 giorni, in trasferta dove aveva ottenuto uno score davvero invidiabile. Analizzando, le due batture d’arresto, appare verosimile affermare che ci sono sconfitte che fanno male, figlie di un assetto di squadra errato, dove i giocatori scendono in campo demotivati, svogliati in un sola parola assenti, (Firenze docet) e per fortuna sono pochissimi questi casi, e poi ci sono gare dove si esce sconfitti, e queste sono quelle che fanno più male, dove viene dimostrata un’assenza sostanziale di cinismo condito da un pizzico di fortuna, che ne determinano una spiegazione alquanto logica: ebbene questo è avvenuto a Torino. L’Inter ha dimostrato di avere tutto per essere migliore degli avversari, ma è mancato quel cinismo che dovrebbe essere insito di chi vuole vincere gare come quelle. Così con un secondo tempo cervellotico abbiamo vanificato tutto, facendo resuscitare una squadra che non ha né capo né coda, che nonostante tutti quei milioni spesi ha agganciato il quarto posto in classifica, e dalla gioia finale pareva avessero vinto una Champions, si vede che il loro traguardo più ambito è battere l’Inter se poi sono indietro poco importa. Con i se e i ma non si va da nessuna parte, ma è obbligatorio ricordare le occasioni sprecate malamente da Lautaro, che nonostante il suo prodigarsi e impegnarsi per la squadra, risulta meno lucido in fase realizzativa, ben due le occasioni avute anche ieri sera. Tocca ricordare la percentuale di possesso palla nella prima frazione di gioco, nettamente a nostro favore, lasciando ai non colorati solo alcune ripartenze, che avrebbero potuto farci male se i ragazzi non avessero posto rimedio. In partite come queste deve venire fuori un carattere che ancora è latitante, perché quando hai difronte squadre blasonate, non puoi sbagliare atteggiamento e occasioni in serie. I migliori giocatori in questi casi fanno la differenza, purtroppo ieri siamo stati traditi da chi ha sempre dato l’anima per questa squadra, fa specie ricordare che ciò accade purtroppo in gare dove l’orgoglio deve essere superiore a ogni cosa. Annotazione doverosa, abbiamo “regalato” con il nostro atteggiamento ben 4 punti ai non colorati, non facendo tesoro di ciò che era accaduto nella gara di andata, premiati oltre il dovuto, per nostri demeriti, e quindi anche ieri sera, ben altri 4 punti ai cuginastri e anche in questo caso con demeriti che sono nostri oltre ai meriti altrui. Facendo una riflessione con i punti lasciati per strada dove saremmo ora? Meglio non pensarci, tutto sommato dovremo rialzarci in fretta, considerando che c’è ancora tanto da giocare in questo campionato, fermo restando che dovremo però cambiare registro e giocare da squadra e per tutti i novanta e passa minuti. Tutto sommato ritengo che è ancora tutto nelle nostre mani, considerando che abbiamo un credito enorme sia con la fortuna che con gli arbitri e questo deve farci ben sperare, dovremo iniziare a riscuotere ciò che c’è dovuto, specie in questo momento dove ogni gara appare a eliminazione diretta. Ribadisco che la squadra c’è senza ombra di dubbio, non si deve scoraggiare per un risultato che ci ha visto penalizzati, deve continuare a giocare come sa e creare i presupposti per vincere le gare future, al di là di ogni umana comprensione, solo giocando da squadra si possono raggiungere quei traguardi che al momento parrebbero lontani, ma noi siamo l’Inter e sappiamo solo lottare come unica alternativa, cercando come la migliore delle analisi la vittoria, come panacea indispensabile per alimentare la nostra autostima. …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter
Leggi TuttoUna partita vinta sul filo di …. nervi!
Siamo alle solite, nella gara contro la Viola, a distanza di pochi giorni, ci ha restituito quella squadra che abbiamo da sempre amato, che è scesa in campo con tale concentrazione e cattiveria agonista senza precedenti. S’è visto da subito l’approccio giusto e di carattere che i ragazzi hanno messo in campo, con determinazione non hanno fatto uscire dal guscio i toscani, annichilendoli sotto ogni punto di vista, tant’è che il solo tiro in porta loro è venuto su calcio di rigore. Già il calcio di rigore per carità, ne parleremo più compiutamente dopo. Mi è piaciuto lo spirito che i ragazzi hanno fatto vedere, quella “cazzimma” che significava soltanto il volere cancellare quell’episodico errore di approccio molle nella gara di giovedì scorso, compiendo quel passo falso che ha determinato la sconfitta, meritata, ma che ieri sera ci sarebbe stata ben altra gara: così difatti è stato! Gara direi a senso unico con nostre occasioni in serie, determinando una traversa secca, un palo esterno e altre occasioni mancate di un soffio, della Fiorentina manco l’ombra e se poi il possesso palla è risultato di gran lunga a nostro appannaggio, questo la dice alla grande sull’impostazione della gara. La vittoria voluta, ottenuta lottando e con una tensione inimmaginabile, direi quasi sul filo di nervi, per la nostra spasmodica voglia di far vedere che quella sconfitta è stata accentuata da valutazioni oggettive e sbagliate, perché l’Inter è di tutt’altra pasta di quella vista a Firenze. Su tutti ho visto gli occhi spiritati del nostro capitano che ha lottato per tutti i novanta e passa minuti della gara, incitando e aiutando i compagni, e un Barella davvero stratosferico e se poi avesse fatto goal con quella spettacolare rovesciata, sono certo che sarebbe venuto giù il Meazza, come si suol dire. Ma tutti i ragazzi hanno giocato al meglio, avvolgendo gli avversari con una manovra talvolta ubriacante, come in occasione della rete del vantaggio firmata da Arnautovic (toh chi si rivede), con ben sedici passaggi consecutivi. La Fiorentina ha cercato di limitare i danni con una tattica che mette in atto chi vuole solo difendersi e ripartire, lasciando all’avversario il pallino del gioco, ma in questi casi si sa che per avere la meglio bisogna calciare in porta e per lo meno impensierire il portiere avversario, magari segnando anche. Tutto ciò non è avvenuto, credo per bravura nostra che abbiamo accerchiato, in quelle poche volte che gestivano la palla, con pressing il loro portare di sfera. Ritengo per via di queste considerazioni, che il nostro Sommer a fine gara non si sia fatto nemmeno la doccia, non ha provveduto manco a sporcarsi i guantoni, normale amministrazione, quella compiuta. Veniamo ora ai punti salienti di questa partita, come spesso ci sta capitando, leggo sui social presunti attacchi nei nostri confronti per una situazione che sta divenendo assai comica. Tutti si lamentano di presunti o reali errori arbitrali, alla prima occasioni, l’ultimo sfogo dal saccente dio pallonaro meneghino che ha chiesto rispetto per la sua squadra, ma tutto ciò non l’ha detto in conferenza stampa di quello che gli ha elargito domenica scorsa lo stesso settore arbitrale, oppure di altri club con “tifosotti” del giovedì e presunti giornalai che hanno posto l’accento sul favoritismo a favore dell’Inter per la concessione di un calcio d’angolo con la palla nettamente uscito di svariati centimetri, sicuramente l’errore è palesemente certo, ma i ragazzi non hanno fatto goal su quel cross di Bastoni e poi è stato un giocatore della viola a spedire il pallone fuori, successivamente. La rete, anzi l’autorete, è avvenuta successivamente, quindi non v’è alcuna certezza nel determinare che su un calcio d’angolo vi possa essere una rete sicura. Ora la nota dolente: il calcio di rigore! Qui abbiamo l’apoteosi delle assurdità, c’è stato un conciliabolo al var fra i vari tecnici ai monitor, che non sapendo giustificare la concessione del calcio di rigore, hanno fatto decidere erroneamente al direttore di gara, copiando il gesto di inespressività tanto caro a Ponzio Pilato, lavandosene le mani. Gli esperti ed ex arbitri, hanno decretato a chiare lettere cubitali che non vi è mai la concessione del penalty in quelle circostanze, con una distanza davvero ravvicinata e con un tiro che sarebbe finito fuori e non nello specchio della porta, ma che accidentalmente va a colpire il braccio del difendente nerazzurro, che saltando non può legarsi le braccia. Qui mi viene da pensare, perché non è stata adottata la stessa condizione anche in altre gare? (Baschirotto docet). Vi viene davvero da sorridere, quando capita qualcosa di poco chiaro, per i giornalai, all’Inter si grida subito allo scandalo per presunti favori arbitrali, ma quando si subiscono torti, tutto tace. Questa condizione per far risultare che esiste un qualcosa a nostro favore: ma de che! Come spesso ci accade dobbiamo lottare contro tutti e tutto, e se siamo lì a difendere il titolo vinto, tutto ciò è solo per la nostra bravura e passione, nulla ci è regalato! Ora avremo quasi una settimana intera, non ci pare vero, per organizzare al meglio la gara contro in non colorati torinesi, spero solo che questa volta ci lascino giocare come sappiamo, senza alcuna interferenza esterna, loro avranno nelle gambe la gara di spareggio Champions e noi gli allenamenti, il tutto per ricaricare le pile e cercare di avere arruolabile il nostro calciatore simbolo, quel Thuram parte integrante di una “TuLa” sempre più determinante nello scacchiere nerazzurro: forza ragazzi crediamoci noi siamo l’Inter, questa è una garanzia! …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.
Leggi TuttoBlackout… nerazzurro!!!
Francamente sono davvero in difficoltà nell’esprimere ciò che provo in questo momento, decisamente incomprensibile dopo il derby delle amarezze e sfortuna, avevamo l’occasione giusta: ecco che si presenta una gara che poteva rappresentare la consapevolezza di ciò che poteva rappresentare la continuazione di un sogno. Il duro risveglio però è stato davvero ferale, in molteplici situazioni: in primis la voglia forsennata dei viola di dare una gioia allo sfortunato Bove, in panchina ha osservato i suoi compagni fare letteralmente a pezzi, quella che è la squadra campione d’Italia in carica, nel recupero di quella partita che ha distrutto, spero momentaneamente, i suoi sogni di calciatore. La cosa però raccapricciante, è stata la mentalità con la quale è scesa in campo la squadra nerazzurra, surclassata in ogni zona del campo, talvolta in balia dell’avversario feroce che l’aggrediva con veemenza, invece i nostri ragazzi molli e incapaci di una sortita decisa in avanti, i soliti e innocui passaggi senza costrutto, trascinando in questo modo un primo tempo scarno, per quel che restava, a reti bianche. Tutto faceva presagire a una ripresa di ben altro lignaggio, macché l’esatto contrario, errori su errori, d’impostazione e assetto, con giocatori che erano lontani parenti di quelli che hanno lottato con forza nel derby. Per non parlare delle reti concesse ai viola, totalmente assurde che non si vedono neanche in campi di categorie inferiori, non si può difendere in quel modo, per non parlare della terza rete, la concessione benefica di Dimarco a Kean che ha ringraziato del prezioso regalo e ha infilato l’incolpevole Sommer con un preciso e netto tiro in uscita. Di cosa vogliamo parlare ancora? Nulla la Fiorentina ha meritato alla grandissima questa vittoria, figlia della loro voglia di vincere che purtroppo i nostri ragazzi hanno smarrito. Di facciata le dichiarazioni del tecnico a fine gara, addossandosi tutte le colpe, certo in campo ci vanno i calciatori, ma è lui colui che è preposto a un lavoro psicologico essenziale e di carica per tutta la squadra. E per cortesia non c’è neanche da fare appello alla scusante delle troppe gare ravvicinate, la stanchezza ci può stare, ma non regge perché anche la Fiorentina ha giocato domenica, quindi c’è stato un reale blackout mentale, più che fisico, a cui i ragazzi non hanno saputo reagire. Per carità questa squadra non bisogna per niente posizionarla sui banchi degli imputati, due sole sconfitte in campionato nel totale di 23 giornate è uno score del tutto invidiabile, però la condizione essenziale è che ci sta a perdere, facendo i complimenti agli avversari per la vittoria, ma ritengo che è necessario lottare e sudare la maglia che indossano, con quello scudetto che è bell’impresso sul petto, ieri sera purtroppo tutto ciò non s’è visto. Con quel risultato così rotondo, faccio sinceramente fatica a vedere una sufficienza in qualcuno dei nostri calciatori, con quell’atteggiamento dimesso che non rientra nel dna dei giocatori interisti. Ritengo che stasera la gara l’abbiamo persa negli spogliatoi, scendendo in campo con un atteggiamento inaccettabile e tal volta supponente. Ora tocca fare immediatamente un reset e credere che non è tutto perduto, la cosa importante è avere la forza necessaria per lottare e sovvertire lo status quo che al momento ci vede in difficoltà. Sarebbe un errore puntare solo sulle coppe, di gare ce ne sono ancora tante, ma bisogna avere il coraggio di ritornare a essere la squadra che ci ha fatto innamorare per il suo modo di giocare, lottando per un obiettivo che ancora non è svanito, secondo il mio modesto parere, ma non giocando e interpretando le gare in questo modo. Ora lunedì ci toccherà affrontare nuovamente la viola, speriamo che i ragazzi abbiano fatto tesoro della sberla ricevuta, i toscani avranno in rosa i giocatori nuovi che hanno acquistato, ma avranno anche la presunzione di poter fare ancora una volta un sol boccone della nostra squadra, ecco è l’occasione giusta, facciamoglielo credere e ritorniamo a giocare come sappiamo, come in guerra non facciamo prigionieri in casa nostra dovremmo comandare noi e basta! Ultima analisi e mi ripeto in un concetto già espresso, nello sport come nella vita si può vincere oppure perdere, ma ci si deve almeno provare e lottare, stasera è mancata quella voglia e sinceramente questo è inaccettabile, esprimo quello che è il mio giudizio da tifoso, per una squadra che amo a cui starò sempre vicino e fedele, evidenziando ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che stasera non m’è piaciuta la loro supponenza, tutto qui. C’è tempo per recuperare, ma con altro spirito, tenendo sempre presente quello che ci ha insegnato il nostro compianto presidente G. Facchetti: “ci sono giorni in cui tifare Inter è facile, altri in cui è doveroso e altri in cui esserlo è un onore”. Dimostriamo in ogni dove quella tenacia che ha da sempre contraddistinto la nostra squadra, perché l’Inter si ama a prescindere! …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.
Leggi TuttoPali e… patta!!!
Si attendeva il derby con ansia e tanta voglia, per il semplice motivo che i ragazzi erano carichi oltre il dovuto, al fine di rendere il dovuto “premio” a chi ha conquistato ed è stato premiato oltre il dovuto, specie nelle ultime due stracittadine. Al termine della gara la bile era così alta che ho dovuto attendere il giorno successivo, per affidare all’ipotetico foglio di carta le mie sensazioni vissute ieri sera. A bocce ferme si è più razionali, evidentemente però non tutte le tossine accumulate sono state espulse, tant’è che leggendo qua e là commenti dei giornalai e dei “tifosotti” inutili delle altre squadre, hanno tutti evidenziato la grande prova del Milan, ma de che, in tutta la gara ha fatto tre tiri in porta, ovviamente considerando anche la rete. Il resto come una provinciale, tutti chiusi dietro e ripartenze, questo il gioco spettacolare che ha da sempre pubblicizzato quello scellerato e inconsistente saccente “dio pallonaro”, che non oso neanche pronunciarne il nome tant’è il ribrezzo che porta il solo nominarlo. Forse noi siamo stati un po’ molli al loro cospetto, che di riffa o di raffa aggredivano il nostro portatore di palla, cercando di limitare i danni, ma le statistiche mio caro sopravvalutato allenatore portoghese, parlano d’altro e non di una grande squadra che ha giocato in modo magnifico, anzi molto speculare: queste le statistiche. Possesso palla a nostro vantaggio con una percentuale disarmante per i cuginastri, 62 a 38, veniamo alle conclusioni tiri in porta 6 a 4, fuori 8 a 1, respinti 3 a 5, forse non potranno dire nulla per chi li legge, ma è la foto della gara fatta dal Milan che ha solo amministrato lo striminzito vantaggio, gentile concessione dei ragazzi, di fine primo tempo e poi? Il nulla assoluto nel secondo tempo, hanno cercato solo di limitare i danni, la rabbia viene al solo pensiero che ci stavano riuscendo, in considerazione che nel corso della gara ci sono state annullate ben 2 reti per fuorigioco, per carità c’erano tutti, e la terza per un fallo di Dumfries nei confronti del maestro di rissa Theo, paladino farlocco dell’antipatia. Mai come ieri sera la dea bendata era da tutt’altra parte, forse sul Meazza veleggiava il fato benevolo di un santo tutt’altro che meneghino, forse di quella zona tanto cara al cappellone arruffone, che stava godendosi il momento, in previsione di una loro vittoria che avrebbe fatto il vuoto in classifica. Invece come si dice in questi casi i conti bisogna farli alla fine, tant’è che in ultimo è stata resa giustizia e tutto è rimasto immutato. Pensando a quello che poteva essere potevamo essere a meno 1 oppure a meno 5, tutto in attimo, quell’attimo che può cambiare ogni cosa e la sorte di una stagione. Questa mia ultima analisi deriva dalla considerazione che, dopo tutto quello accaduto in campo, potevamo perdere una gara dominata per lunghi tratti, tant’è che c’era più gente nell’aria di rigore del Milan, che nelle sagre di paese, ma sarebbe stata davvero una beffa senza precedenti dopo i tre legni colpiti a distanza di poco, in una supremazia netta e poi del rigore netto non concesso, ne vogliamo parlare? Davvero assurdo! Questa è la risposta di tutti coloro che inneggiavano alla Marotta’s League e con quest’ultimo gli episodi molto discutibili stanno diventando tanti, ed è comprensibile lo sfogo del nostro tecnico, in maniera moderata ha rappresentato il proprio disappunto, di tutt’altra natura rispetto all’accesa pantomima messa su da quell’altro individuo, in occasione di un rigore certo e netto, ma si sa la classe è innata, con tutti i soldi che puoi avere, non puoi certo acquistarla al supermercato. Quindi al momento bisogna lottare non solo in campo, ma anche altrove, cercando d’essere fortunati nel trovare quelle persone giuste e propense all’espletamento della propria funzione di controllo, che siano ligi e non si rechino al bar o al bagno nei momenti cruciali. L’onestà intellettuale deriva anche da questi episodi, ora testa al recupero della gara di Firenze, anche se il calendario sta divenendo alquanto proibitivo, non dobbiamo mollare di un centimetro, anche perché il Napoli ha solo una gara da preparare settimanalmente e le nostre sono molte di più, tra impegni di campionato, coppa Italia e recupero sono davvero tante. Ultima considerazione, giovedì nel recupero di campionato è stato designato Doveri che ieri era in sala Var, gli avranno dato il premio per la dormita e non aver visto quello che è successo ieri sera? Spero solo che magari in campo sia più vigile di come lo è stato dinanzi ai monitor, altrimenti sarà dura. Non molliamo e giochiamo come sappiamo, dobbiamo essere più decisi e coesi di come non mai, sino alla fine e non occupiamoci di altro, perché noi siamo l’Inter e del resto non c’interessa nulla. …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.
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