Posts made in Marzo, 2025


Un’ora di bel calcio, e poi…!

Dopo la pausa per gli impegni delle Nazionali, si riparte per l’ultima e decisiva fase finale del campionato di massima serie, in una domenica di fine marzo, accompagnati da una benevola aspettativa complice un caldo sole che, visto il periodo, tendeva a riscaldare gli animi dei tifosi assiepati in attesa di rivedere, dopo quattordici giorni, i ragazzi in campo. C’era attesa per questa gara, certo importante per la testa della classifica solo per noi e per una nostra vittoria, ma nulla di che sul profilo puramente statistico, per il semplice motivo che i friulani non avevano alcun obbligo, sicuri di aver guadagnato anzitempo il tetto massimo della quota salvezza, ma sono queste le gare che non vanno sottovalutate poiché se ti rilassi troppo rischi di fare brutte figure. Tutto bello, l’ennesimo sold-out del Meazza con tantissimi tifosi festanti, si celebrava la giornata riservata agli Interclub di tutta Italia, con la gioia a mille di chi non aveva ancora vissuto l’esperienza di gustarsi una gara dal vivo quest’anno, per questo motivo si sarebbe gustato ogni minuto sino alla fine, non facendo mancare l’affetto e il calore ai propri beniamini. Pronti via, i ragazzi in campo hanno subito fatto capire che la gara volevano portarla a casa, con un gioco a dir poco spettacolare, si contano nei primi otto minuti ben tre occasioni da rete e poi con passaggi perfetti e triangolazioni da far lustrare gli occhi ai più, s’è rivista la spinta di colui che c’è mancato maggiormente nell’ultimo periodo, il nostro “Dimas”. Grandissimo quinto di centrocampo, forse non dico un’eresia, affermando che secondo me è uno dei migliori in Europa e chissà forse qualcosa di più. Con due sgroppate sulla sinistra e con scambi di alta classe, ha messo a centro area due “cioccolatini” per i compagni che hanno apprezzato e scartato con assoluta golosità, prima Arnautovic e poi Frattesi hanno indirizzato la gara nel giusto canale a noi più congeniale. Gara chiusa? Non proprio perché i ragazzi hanno continuato a giocare, molto bene direi, senza però segnando altre reti che avrebbero potuto di fatto ammazzare la gara. S’è lasciato ai friulani solo scampoli di campo dove manovrare e con Sommer che non ha dovuto compiere che l’ordinaria amministrazione, nulla più. Questi primi 45 minuti, facevano presupporre un pomeriggio domenicale di tutta tranquillità, invece come oramai ci ha abituati da tempo il nostro mister, per noi nulla è facile e scontato. Dopo la nostra ultima azione di un certo spessore, s’era al 61esimo, con un bellissimo tiro, manco a dirlo del migliore in campo: Dimarco, che ha sfiorato il montante di pochi centimetri, ecco che il mister ha iniziato con i suoi campi a dir poco cervellotici. Al decimo ha sostituito Arnautovic che sino a quel momento con Thuram tenevano impegnata la retroguardia bianconera, con un Correa che davvero non è né carne né pesce, come si dice in gergo, davvero inutile ed evanescente, per fortuna che non c’era Taremi altrimenti avrebbe gettato anche lui nella mischia. Sin qui poco male, certo s’era leggerini in attacco e di conseguenza i difensori hanno goduto di una certa libertà d’inserimento, nella fattispecie il gigante bianconero Solet che ne ha approfittando, mettendoci seriamente in difficoltà. Il culmine massimo è arrivato quando ha tolto dal campo due terzi di centrocampo, Frattesi che ieri ha fatto la sua onesta partita, ritornando ad essere molto pericoloso con le sue incursioni, sostituendolo con un Barella che non ha fatto nulla di che nel periodo che è stato in campo, avrebbe potuto riposare tranquillamente, lo farà per forza alla prossima gara in quanto ammonito sarà squalificato, saltando la trasferta di Parma e poi la nostra croce e delizia, l’inconsistente Asllani che non riesce ad esprimersi con velocità facendo sempre gli stessi movimenti, oramai noti e che non fanno ripartire la manovra, lasciando delle voragini a centrocampo. Quindi un Bisseck che avrebbe dovuto garantire, visto la sua altezza, una copertura maggiore sulle palle alte. Tre innesti che hanno impoverito la squadra, togliendo di fatti l’estro e l’imprevedibilità che s’era vista sino a quel momento, insieme ha tolto Calhanoglu, Frattesi e Dimarco, sino a quel momento i migliori in campo come del resto tutta la squadra. Ovviamente senza l’opportuna spinta di questi giocatori, le zebrette friulane ne hanno approfittando impadronendosi del centrocampo e agendo con maggiore forza sulle fasce. La cosa assurda è l’aver fatto scendere per svariati metri il difensore Solet che in modo imperioso è arrivato al limite della nostra area calciando un fendente che ha trafitto l’incolpevole Sommer. Mi chiedo ma possibile che nessuno è riuscito a chiudere sull’avanza di questo gigante di ebano? Sarà ma siamo stati molto molli in quella circostanza. Con la rete friulana che ha di fatto riaperto una gara che in buona sostanza non avrebbe avuto altra storia se solo ci fossimo comportati da “Inter”, invece è subentrata un po’ di apprensione. I bianconeri ci hanno creduto sino alla fine, c’è voluto un grandioso Sommer che ha chiuso la propria porta con due interventi magistrali, i nostri invece dal settantesimo in poi elettrocardiogramma piatto. Solo il demone di Piacenza protestava a più riprese, forse s’era reso conto della enorme cavolata che aveva commesso con quei cambi cervellotici, non del tutto azzeccati, forse lui avrà avuto più contezza su disturbi muscolari che gli avrebbero comunicato i giocatori chiedendo la sostituzione, ma in caso contrario erano del tutto inconcepibili le sue valutazioni. Per fortuna la partita è stata poi congelata con il risultato a noi favorevole, ma ritengo che con il senno di poi certe modifiche non avrebbero avuto alcun senso, se non in un contesto di un assoluto e largo risultato nel punteggio. Tutto è bene ciò che finisce bene, ma prima di ogni atto deliberatorio in seno a una squadra che si sta comportando bene, bisogna attendere gli ultimi dieci minuti ed evitare di lasciare campo agli avversari per oltre trenta minuti. Sappiamo che ora le gare prossime sono tutte finali, certo abbiamo in questo mese di aprile otto gare, la media di una gara ogni tre giorni, purtroppo questo è lo status quo di chi concorre su più fronti, ma la cosa che più fa rabbrividire che non si dispone di opportune coperture in diversi ruoli in campo, bisogna riflettere il prossimo anno, acquistando giocatori propensi ad adattarsi in più ruoli e utili, in un certo senso da Inter, s’è visto che non disponiamo di due squadre, coloro che avrebbero dovuto dare copertura ai titolari non sono altro che modesti comprimari. Mercoledì inizia il tour de force, mi rivolgo al caro mister, mi raccomando facciamo risorgere ancora i cuginastri che oramai non attendono altro, intravedendo nella coppa Italia la loro ancora di salvezza, in questo modo tendono a salvare una stagione fallimentare puntando su quel trofeo che dovrebbe essere per loro la panacea per i loro mali. Abbiamo l’obbligo di far vedere che la partita persa in supercoppa e in campionato, sono state figlie solo di un momento, dobbiamo mostrare con i fatti che noi siamo l’Inter e loro non possono assolutamente sedere al nostro tavolo: mai come in questo momento ci sono inferiori!    …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.    

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La partita perfetta!!!


Scritto Da il 17/Mar/2025

La partita perfetta!!!

Finalmente, lo dico con assoluta sincerità e a caratteri cubitali, finalmente abbiamo rivisto giocare bene la nostra cara e amata Inter come lo scorso anno, con quella grinta e determinazione che sinora s’erano palesate a sprazzi. Sinceramente devo riconoscere che Inzaghi, contro Gasperino il carbonaro, ci va a nozze, riesce a colpirlo nel momento opportuno e imbrigliando le manovre bergamasche con tanto pressing e gioco di un palleggio che gli orobici non riescono a fermare. Se questa è l’ottava vittoria di fila qualcosa dovrà pur significare, oppure no? La gara di ieri sera è stata interpretata nel migliore dei modi e se poi, per mera sfortuna, non è stata sbloccata nei primi 20 minuti terribili, per un palo l’ennesimo di Thuram, è tutto dire perché i ragazzi hanno incanalato la partita con tanto senso di posizione e aggressività sui portatori di palla, con manovre degne dei migliori interpreti di questo fantastico sport. Il calcio è fatto di ricami perfetti e velocità d’esecuzione che finalmente ieri sera si sono rivisti, giocate che non sono mai state fine a sé stesse, anzi davano la sensazione che da un momento all’altro qualcosa poteva nascere, quelle giocate veloci che solo i campioni riescono a fare (vgs. L’assist perfetto di Lautaro per Thuram). L’Atalanta dal canto suo ha dovuto fare di necessità virtù, cercando di trovare degli spazi che i ragazzi hanno negato, ribattendo colpo su colpo, lasciando solo delle briciole e se poi sull’unico tiro impegnativo, il buon Sommer s’è trovato pronto alla deviazione. In contrapposizione i ragazzi hanno pigiato sull’acceleratore in molte occasioni, e se nel primo tempo solo la mala sorte non ci ha fatto passare in vantaggio, tutto ci è stato restituito nella ripresa, dove un perfetto calcio d’angolo di Calhanoglu, ha pescato in un nugolo di calciatori in area bergamasca, il buon Carlos Augusto che l’ha depositato in rete. Che dire non abbiamo mai accusato alcun tipo di affanno degli avanti orobici, tutto ciò è stato reso possibile dalla prestazione magistrale di un ”ragazzino” di 37 anni, Acerbi, che ha annullato il capocannoniere del campionato e di un Pavard che ha limitato Lookman, ma in buona sostanza di tutta la squadra che ha interpretato al meglio ogni ruolo, giocando da squadra. L’Inter in un certo senso ha dato dimostrazione che giocando come sa, con quell’agonismo feroce, riesce a limitare e di molto gli avversari, dando un segnale di grandezza assoluto. La gara di ieri mi ha dato un certo sconforto, poiché riflettendo non riesco a trovare una spiegazione logica alle debacle che abbiamo incassato contro i non colorati e i cuginastri che da tempo stanno arrancando, raschiando il cosiddetto barile per poter ambire a una posizione europea, davvero assurdo tutto ciò. Ora spero solo che nel penultimo atto di una coppa Italia che per loro potrebbe essere realmente la risoluzione di un’annata da negativa in prestigiosa, che dobbiamo avere la coerenza e mettere in campo la concentrazione giusta per far passare il messaggio di una certa superiorità, qualora ce ne fosse bisogno, senza fare sconti e dimostrare sul campo la differenza sostanziale tra le due squadre. Non oso immaginare l’esatto contrario, allo stato attuale di già si vantano per aver conquistato un trofeo, quella supercoppa che hanno sempre bistrattato, ma che ora per loro, pare alla stessa stregua di una Champions, assurdo come cambiano le opinioni in un batter d’occhio. Ultima analisi sull’andamento della gara di ieri sera a livello arbitrale. Premetto che a me Massa non è mai piaciuto come direttore di gara, certo ha tanta esperienza per le molteplici gare che ha arbitrato in serie A e a livello europeo, e bisogna dargli adito che ieri ha impostato la gara con una certa libertà d’azione, non sanzionando sin dagli inizi sbracciate e quant’altro, limitandosi a fischiare interventi e falli ben palesi. Dovuta questa premessa, ebbene tutti gli ex arbitri delle varie trasmissioni televisive, che già da arbitri non erano delle cime e che tali si sono dimostrati da esperti al monitor, hanno evidenziato che Massa ha sbagliato in occasione dell’espulsione di Ederson. Mi viene da sottolineare tutto ciò che si evince, come l’azione arbitrale ha seguito una stessa linea per tutta la durata della gara, che sono state reciproche le sbracciate tra Thuram in vantaggio ed appunto Ederson, segnalando un calcio d’angolo e non un fallo che tutti hanno richiesto a gran voce, comodamente seduti sulla poltrone in studio. Tutto ciò appare inverosimile e ribadisco per la direzione arbitrale tenuta per tutto l’andamento della gara. L’ammonizione, la prima, è scaturita per il cervellotico comportamento del brasiliano che voleva il fallo, con proteste veementi e poi questo genio che fa? Una volta ammonito applaude ironicamente Massa, con il successivo cartellino giallo e il conseguente rosso. Ovviamente Gasperino il carbonaro, ha visto bene d’inveire contro l’arbitro essendo poi espulso a sua volta e poi dichiarando, in conferenza stampa, che l’arbitro ha rovinato una gara che sin li si stava disputando al meglio. Mi viene da suggerire al buon Gasperino, devi stare sereno sin a quel punto non avevi tirato una volta in porta, avresti dovuto prendertela con il tuo giocatore per la crisi isterica che l’ha portato all’espulsione, è comodo prendersela con chi applica il regolamento per celare le proprie pecche. Non mi dilungo oltre, ce ne sarebbero da dire altre cose, mi fermo qui, la cosa principale che suggerisco a tutti i giornalai ed esperti moviolisti di essere coerenti e saper legger tra le righe di una gara, tutto appare semplice se si applica una certa autocritica e non solo quando gioca l’Inter, perché noi siamo sempre sereni e sicuri di fare il massimo, chiediamo che anche voi dovreste fare la stessa cosa, l’Inter merita rispetto e non deve essere attaccata continuamente da mass media e presuntuosi saccenti conoscitori pallonari!  …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

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Ma che fatica!


Scritto Da il 9/Mar/2025

Ma che fatica!

La gara di ieri sera è stata l’emblema significativo: che se non giochi al massimo della concentrazione e da squadra, rischi di fare delle brutte figure. Nel più classico dei testa-coda mai risultato poteva essere più scontato, se non altro perché, come spesso accade, contro l’Inter tutte le squadre vendono cara la pelle e a volte, pur arroccandosi tutti in difesa, cercano in ripartenza azioni letali e poi se aiutati da quella bravura figlia di un aiuto che la dea bendata ti beneficia, com’è accaduto con la bellissima rete di Keita Balde, mentre la stessa dea s’è addormentata su tiro analogo del nostro Marcus nel secondo tempo, allora c’è da lottare strenuamente per avere la meglio. Tutto sommato possiamo solo essere soddisfatti dall’approccio del secondo tempo, la squadra ha voluto reagire alla situazione irreale che s’era creata, nella fattispecie i monzesi con due tiri nella porta hanno realizzato il massimo possibile: due reti, senza peraltro che il nostro portiere abbia dovuto compiere interventi di un certo rilievo, cosa invece che il buon Turati ha effettuato con estrema bravura. Per fortuna al tramonto del primo tempo, con l’ennesima azione nella metà campo avversaria, i ragazzi hanno accorciato le distanze con la rete di Arnautovic su passaggio di Dumfries di testa. In un certo senso si sapeva che i ragazzi avrebbe fatto di tutto per ribaltare il risultato, sinora sfavorevole ma solo per le belle parate di Turati, condivise con la mancanza di precisione dei ragazzi, ritengo che come al solito la verità è sempre nel mezzo. Per identificare al meglio quella che è stata la gara di ieri sera, ecco alcuni dati significativi, possesso palla 69% a nostro favore, angoli 13 a 1, tiri totali in porta e fuori 21 a 6, 1 legno colpito e parate 7 a 2 in favore del portiere brianzolo, tutto ciò pare indentificare al meglio l’andamento della gara che i ragazzi hanno meritato di vincere e così è stato, vero ma hanno dovuto sudare le proverbiali sette e più camicie, per avere la meglio di una squadra che una volta agevolata nel risultato parziale, hanno dato tutto per cercare di portare a casa un risultato positivo. Era quello che bramavano a più riprese da altre città, i gufi che erano ben presenti sui loro trespoli, ma benché i monzesi avessero eretto una barricata a protezione del fortino e della loro porta, tutto ciò è stata sgretolata dalla forza motrice di una squadra che voleva sovvertire ogni tipo di malasorte che si stava palesando. Con l’ingresso di un Thuram che sta ritornando quello di qualche mese fa, gli manca la rete in campionato , questo è vero, ma purtroppo l’ha sfiorata per ben due volte, con un palo che grida vendetta con un tap-in facile, facile, ma tante volte la facilità non sempre è sinonimo di rete. Ultima analisi mi viene da ridere per la rete annullata a Lautaro che ha toccato con i polpastrelli il pallone che poi ha scaraventato in rete con rabbia, se c’è il tocco, va annullato ma qui si rischia il ridicolo e poi per fortuna questa volta la tecnologia è venuta incontro al direttore di gara, in altre circostanze si sarebbero fatti tanti dibattiti per un pallone che aveva oltrepassato la linea di porta, certo non è la stessa cosa al riguardo della fatica rete non concessa a Muntari, dove il “disonesto” Buffon ha omesso di essere sinceramente degno e affermare l’avvenuta segnatura di quella rete, fortunatamente questi disgustosi episodi non sono più determinanti per la buona pace di chi vuol trarre guadagno di sviste arbitrali, e i non colorati nella loro storia ne hanno parecchi a loro favore, ma questa è un’altra storia e lasciamola a chi si fregia di queste pseudo vittorie, noi siamo l’Inter e queste cose non appartengono al nostro dna. Ora testa all’impegno di Champions contro il Feyenoord, che in parte abbiamo già delineato con la vittoria all’andata che poteva essere più larga senza l’errore da dischetto, ma va bene così, vorrà dire che imposteremo la gara per vincere ancora, anche perché il successivo fine settimana e prima della sosta, affronteremo un’altra gara importante contro la Dea di Bergamo, sarà determinante affrontarla con lo spirito giusto e l’umore a mille, in previsione del traguardo che si sta, pian piano, raggiungendo. Forza ragazzi crediamoci e anche se non siamo più quella squadra che sciorinava un bellissimo calcio come lo scorso anno, tutto è ancora alla nostra portata e talvolta il “corto muso” dovrà essere il diktat necessario e perentorio se vogliamo crescere e prenderci quello che ci è dovuto: siamo l’Inter e tutto il resto conta relativamente. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

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Un pareggio che sa di… vittoria!

Non è possibile disputare una gara del genere, il Napoli avrebbe meritato sicuramente di più che uno striminzito pareggio, gli sta sicuramente stretto, d’altronde chi è causa del suo mal pianga sé stesso, vero Inzaghi? Certo che le sue dichiarazioni sulle varie testate giornalistiche, a caratteri cubitali, dove affermava che non avrebbe firmato per un pareggio, invece al termine della gara è accaduto l’esatto contrario, se l’è tenuto ben stretto il punticino. Ieri pomeriggio c’è stata l’ennesima occasione per dimostrare, qualora ce ne fosse stato il bisogno, che la contraddizione che vive questa squadra, al momento opportuno dove dimostrare la propria superiorità, non riesce, la constatazione è che non ha fatto mai risultato pieno contro le squadre di vertice, o per lo meno quelle che si sarebbero potute assestare in vertice. Con la sola Atalanta abbiamo centrato il risultato pieno e poi: nulla, solo gare cervellotiche giocate per un tempo al massimo e dando poi l’opportunità di essere sorpresi, com’è accaduto contro i non colorati sia all’andata che al ritorno, per poi non parlare contro i cuginastri a cui abbiamo regalato un trofeo e due partite: assurdo. In controtendenza ieri pomeriggio tutto ciò non s’è avvertito, non abbiamo giocato solo per un tempo, abbiamo sempre arrancato, mentre il Napoli ha giocato per tutta la gara impedendo il nostro gioco, anche se ancora una volta c’è da imprecare alla mala sorte che ci ha privato di giocatori essenziali, acciaccati con contrasti alquanto duri dei giocatori partenopei. Le analisi della gara al Maradona hanno definito una sostanziale superiorità degli azzurri, s’è vista che avevano una brillante tenuta fisica, i nostri invece stancamente si trascinavano in avanti senza il consueto coinvolgimento di squadra. S’è giocato francamente, senza alibi di sorta, davvero male e se il buon Dimarco ha sbloccato la gara con una magistrale punizione, degna del tempio consacrato al dio pallonaro per antonomasia, non ha fatto che acuire i problemi di questa squadra, che una volta in vantaggio avrebbe potuto giocare di rimessa, condizione che più ci aggrada in determinate situazioni, invece inconsciamente ha consegnato la gara agli avversari. Se il primo tempo s’era concluso con un predominio dei padroni di casa, la ripresa ha ulteriormente accentuato questa presa di posizione ben indirizzati da Conte in panchina, se questi sono i presupposti, possono davvero puntare al titolo, rimane solo una gara alla settimana da preparare e questo è davvero un buon viatico per il futuro. Il nostro invece è di tutt’altra specie, certo puntiamo sui tre fronti disponibili, si potrebbero certamente centrare, ma giocando in maniera diametralmente opposta, il nostro gioco fluido s’è smarrito, non abbiamo più quella sicurezza di un tempo, arranchiamo e per avere la meglio in gara, sudiamo le proverbiali sette e più camicie. Della gara di ieri mi sovviene un proverbio che guardando la gara, insieme a un mio carissimo amico, mi sovviene e cioè che colpendo a più riprese anche il ferro si rompe, quello che è accaduto ieri sera, il Napoli ci ha messo nell’angolo colpendo inesorabilmente, come un pugile che cerca di assestare il giusto colpo del “knockdown”, che alla fine è arrivato, ma è anche palese che eravamo in difficoltà e se la gara si sarebbe protratta per ancora qualche altro minuto, potevamo anche perderla. In tutto questo cos’ha fatto il nostro genio in panchina? Ha sbagliato ancora una volta i cambi, facendo entrare in campo giocatori non motivati, favorendo le fasce con un Frattesi sulla nostra destra: impalpabile, mentre sulla nostra sinistra ha tolto ancora una volta Bastoni, mi chiedo perché solo e sempre lui, è un mistero senza un senso, tant’è che Dumfries s’è trovato spaesato in occasione della rete del pareggio partenopeo, proprio coprendo quella zona. La nota positiva è stata la bella prova del nostro portierino che s’è ben comportato nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa, gli altri tutto sotto la sufficienza. Se questa era la madre di tutte le gare, l’abbiamo disputata al peggio delle nostre possibilità, in buona sostanza dal Maradona usciamo ben ridimensionati, seppure ancora primi in classifica, ma con evidenti cali di tensione che una grande squadra non dovrebbe avvertire in modo così palese, essendo alla mercé degli avversari con statistiche che ci hanno sempre visto in difficoltà. Una caduta che avrebbe potuto causare danni ulteriori, mancano ancora ben 11 gare sino al termine di questo campionato che stiamo gettando alle ortiche, e che l’anno scorso abbiamo vinto in modo trionfale e senza alcun patema d’animo, tutt’altra situazione che stiamo vivendo ora. La cosa importante è non toppare i Europa, come unica rappresentante nella coppa principale, abbiamo l’onere e l’onore di farci trovare pronti. Mi auguro che quella di ieri sera al Maradona sia stata solo una serata storta e null’altro, noi siamo l’Inter e sappiamo e dobbiamo giocare nettamente meglio di come abbiamo fatto!   …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

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