





Blackout… nerazzurro!!!
Francamente sono davvero in difficoltà nell’esprimere ciò che provo in questo momento, decisamente incomprensibile dopo il derby delle amarezze e sfortuna, avevamo l’occasione giusta: ecco che si presenta una gara che poteva rappresentare la consapevolezza di ciò che poteva rappresentare la continuazione di un sogno. Il duro risveglio però è stato davvero ferale, in molteplici situazioni: in primis la voglia forsennata dei viola di dare una gioia allo sfortunato Bove, in panchina ha osservato i suoi compagni fare letteralmente a pezzi, quella che è la squadra campione d’Italia in carica, nel recupero di quella partita che ha distrutto, spero momentaneamente, i suoi sogni di calciatore. La cosa però raccapricciante, è stata la mentalità con la quale è scesa in campo la squadra nerazzurra, surclassata in ogni zona del campo, talvolta in balia dell’avversario feroce che l’aggrediva con veemenza, invece i nostri ragazzi molli e incapaci di una sortita decisa in avanti, i soliti e innocui passaggi senza costrutto, trascinando in questo modo un primo tempo scarno, per quel che restava, a reti bianche. Tutto faceva presagire a una ripresa di ben altro lignaggio, macché l’esatto contrario, errori su errori, d’impostazione e assetto, con giocatori che erano lontani parenti di quelli che hanno lottato con forza nel derby. Per non parlare delle reti concesse ai viola, totalmente assurde che non si vedono neanche in campi di categorie inferiori, non si può difendere in quel modo, per non parlare della terza rete, la concessione benefica di Dimarco a Kean che ha ringraziato del prezioso regalo e ha infilato l’incolpevole Sommer con un preciso e netto tiro in uscita. Di cosa vogliamo parlare ancora? Nulla la Fiorentina ha meritato alla grandissima questa vittoria, figlia della loro voglia di vincere che purtroppo i nostri ragazzi hanno smarrito. Di facciata le dichiarazioni del tecnico a fine gara, addossandosi tutte le colpe, certo in campo ci vanno i calciatori, ma è lui colui che è preposto a un lavoro psicologico essenziale e di carica per tutta la squadra. E per cortesia non c’è neanche da fare appello alla scusante delle troppe gare ravvicinate, la stanchezza ci può stare, ma non regge perché anche la Fiorentina ha giocato domenica, quindi c’è stato un reale blackout mentale, più che fisico, a cui i ragazzi non hanno saputo reagire. Per carità questa squadra non bisogna per niente posizionarla sui banchi degli imputati, due sole sconfitte in campionato nel totale di 23 giornate è uno score del tutto invidiabile, però la condizione essenziale è che ci sta a perdere, facendo i complimenti agli avversari per la vittoria, ma ritengo che è necessario lottare e sudare la maglia che indossano, con quello scudetto che è bell’impresso sul petto, ieri sera purtroppo tutto ciò non s’è visto. Con quel risultato così rotondo, faccio sinceramente fatica a vedere una sufficienza in qualcuno dei nostri calciatori, con quell’atteggiamento dimesso che non rientra nel dna dei giocatori interisti. Ritengo che stasera la gara l’abbiamo persa negli spogliatoi, scendendo in campo con un atteggiamento inaccettabile e tal volta supponente. Ora tocca fare immediatamente un reset e credere che non è tutto perduto, la cosa importante è avere la forza necessaria per lottare e sovvertire lo status quo che al momento ci vede in difficoltà. Sarebbe un errore puntare solo sulle coppe, di gare ce ne sono ancora tante, ma bisogna avere il coraggio di ritornare a essere la squadra che ci ha fatto innamorare per il suo modo di giocare, lottando per un obiettivo che ancora non è svanito, secondo il mio modesto parere, ma non giocando e interpretando le gare in questo modo. Ora lunedì ci toccherà affrontare nuovamente la viola, speriamo che i ragazzi abbiano fatto tesoro della sberla ricevuta, i toscani avranno in rosa i giocatori nuovi che hanno acquistato, ma avranno anche la presunzione di poter fare ancora una volta un sol boccone della nostra squadra, ecco è l’occasione giusta, facciamoglielo credere e ritorniamo a giocare come sappiamo, come in guerra non facciamo prigionieri in casa nostra dovremmo comandare noi e basta! Ultima analisi e mi ripeto in un concetto già espresso, nello sport come nella vita si può vincere oppure perdere, ma ci si deve almeno provare e lottare, stasera è mancata quella voglia e sinceramente questo è inaccettabile, esprimo quello che è il mio giudizio da tifoso, per una squadra che amo a cui starò sempre vicino e fedele, evidenziando ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che stasera non m’è piaciuta la loro supponenza, tutto qui. C’è tempo per recuperare, ma con altro spirito, tenendo sempre presente quello che ci ha insegnato il nostro compianto presidente G. Facchetti: “ci sono giorni in cui tifare Inter è facile, altri in cui è doveroso e altri in cui esserlo è un onore”. Dimostriamo in ogni dove quella tenacia che ha da sempre contraddistinto la nostra squadra, perché l’Inter si ama a prescindere! …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.