Ma che fatica!

Scritto Da il 9/Mar/2025 - Ultimo Articolo |


Ma che fatica!

La gara di ieri sera è stata l’emblema significativo: che se non giochi al massimo della concentrazione e da squadra, rischi di fare delle brutte figure. Nel più classico dei testa-coda mai risultato poteva essere più scontato, se non altro perché, come spesso accade, contro l’Inter tutte le squadre vendono cara la pelle e a volte, pur arroccandosi tutti in difesa, cercano in ripartenza azioni letali e poi se aiutati da quella bravura figlia di un aiuto che la dea bendata ti beneficia, com’è accaduto con la bellissima rete di Keita Balde, mentre la stessa dea s’è addormentata su tiro analogo del nostro Marcus nel secondo tempo, allora c’è da lottare strenuamente per avere la meglio. Tutto sommato possiamo solo essere soddisfatti dall’approccio del secondo tempo, la squadra ha voluto reagire alla situazione irreale che s’era creata, nella fattispecie i monzesi con due tiri nella porta hanno realizzato il massimo possibile: due reti, senza peraltro che il nostro portiere abbia dovuto compiere interventi di un certo rilievo, cosa invece che il buon Turati ha effettuato con estrema bravura. Per fortuna al tramonto del primo tempo, con l’ennesima azione nella metà campo avversaria, i ragazzi hanno accorciato le distanze con la rete di Arnautovic su passaggio di Dumfries di testa. In un certo senso si sapeva che i ragazzi avrebbe fatto di tutto per ribaltare il risultato, sinora sfavorevole ma solo per le belle parate di Turati, condivise con la mancanza di precisione dei ragazzi, ritengo che come al solito la verità è sempre nel mezzo. Per identificare al meglio quella che è stata la gara di ieri sera, ecco alcuni dati significativi, possesso palla 69% a nostro favore, angoli 13 a 1, tiri totali in porta e fuori 21 a 6, 1 legno colpito e parate 7 a 2 in favore del portiere brianzolo, tutto ciò pare indentificare al meglio l’andamento della gara che i ragazzi hanno meritato di vincere e così è stato, vero ma hanno dovuto sudare le proverbiali sette e più camicie, per avere la meglio di una squadra che una volta agevolata nel risultato parziale, hanno dato tutto per cercare di portare a casa un risultato positivo. Era quello che bramavano a più riprese da altre città, i gufi che erano ben presenti sui loro trespoli, ma benché i monzesi avessero eretto una barricata a protezione del fortino e della loro porta, tutto ciò è stata sgretolata dalla forza motrice di una squadra che voleva sovvertire ogni tipo di malasorte che si stava palesando. Con l’ingresso di un Thuram che sta ritornando quello di qualche mese fa, gli manca la rete in campionato , questo è vero, ma purtroppo l’ha sfiorata per ben due volte, con un palo che grida vendetta con un tap-in facile, facile, ma tante volte la facilità non sempre è sinonimo di rete. Ultima analisi mi viene da ridere per la rete annullata a Lautaro che ha toccato con i polpastrelli il pallone che poi ha scaraventato in rete con rabbia, se c’è il tocco, va annullato ma qui si rischia il ridicolo e poi per fortuna questa volta la tecnologia è venuta incontro al direttore di gara, in altre circostanze si sarebbero fatti tanti dibattiti per un pallone che aveva oltrepassato la linea di porta, certo non è la stessa cosa al riguardo della fatica rete non concessa a Muntari, dove il “disonesto” Buffon ha omesso di essere sinceramente degno e affermare l’avvenuta segnatura di quella rete, fortunatamente questi disgustosi episodi non sono più determinanti per la buona pace di chi vuol trarre guadagno di sviste arbitrali, e i non colorati nella loro storia ne hanno parecchi a loro favore, ma questa è un’altra storia e lasciamola a chi si fregia di queste pseudo vittorie, noi siamo l’Inter e queste cose non appartengono al nostro dna. Ora testa all’impegno di Champions contro il Feyenoord, che in parte abbiamo già delineato con la vittoria all’andata che poteva essere più larga senza l’errore da dischetto, ma va bene così, vorrà dire che imposteremo la gara per vincere ancora, anche perché il successivo fine settimana e prima della sosta, affronteremo un’altra gara importante contro la Dea di Bergamo, sarà determinante affrontarla con lo spirito giusto e l’umore a mille, in previsione del traguardo che si sta, pian piano, raggiungendo. Forza ragazzi crediamoci e anche se non siamo più quella squadra che sciorinava un bellissimo calcio come lo scorso anno, tutto è ancora alla nostra portata e talvolta il “corto muso” dovrà essere il diktat necessario e perentorio se vogliamo crescere e prenderci quello che ci è dovuto: siamo l’Inter e tutto il resto conta relativamente. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.