





Nerazzurri fermi al … palo!
Mai titolo fu più emblematico in tutti i sensi. Ragazzi irriconoscibili ieri sera, in una gara che, guardando il primo tempo, pareva ben stretto un pari che ha premiato solo i non colorati oltre il loro merito. Ennesima occasione gettata alle ortiche, mi rendo conto che quando questa squadra deve fare il passo successivo, e diciamo quasi decisivo, ecco che vengono meno tutte le certezze. Un primo tempo letteralmente dominato, con occasioni malamente sciupate da un Lautaro irriconoscibile, da un Dumfries mai domo, che ha sprecato di testa l’occasione più limpida e ha colpito l’ennesimo palo e tanto gioco sulle fasce, ebbene nessuno avrebbe puntato un centesimo sulla disfatta che poi ha preso piede nella ripresa. Una considerazione ferale parte dal status quo del momento, questa squadra ha perso per ben 2 volte nell’arco di 15 giorni, in trasferta dove aveva ottenuto uno score davvero invidiabile. Analizzando, le due batture d’arresto, appare verosimile affermare che ci sono sconfitte che fanno male, figlie di un assetto di squadra errato, dove i giocatori scendono in campo demotivati, svogliati in un sola parola assenti, (Firenze docet) e per fortuna sono pochissimi questi casi, e poi ci sono gare dove si esce sconfitti, e queste sono quelle che fanno più male, dove viene dimostrata un’assenza sostanziale di cinismo condito da un pizzico di fortuna, che ne determinano una spiegazione alquanto logica: ebbene questo è avvenuto a Torino. L’Inter ha dimostrato di avere tutto per essere migliore degli avversari, ma è mancato quel cinismo che dovrebbe essere insito di chi vuole vincere gare come quelle. Così con un secondo tempo cervellotico abbiamo vanificato tutto, facendo resuscitare una squadra che non ha né capo né coda, che nonostante tutti quei milioni spesi ha agganciato il quarto posto in classifica, e dalla gioia finale pareva avessero vinto una Champions, si vede che il loro traguardo più ambito è battere l’Inter se poi sono indietro poco importa. Con i se e i ma non si va da nessuna parte, ma è obbligatorio ricordare le occasioni sprecate malamente da Lautaro, che nonostante il suo prodigarsi e impegnarsi per la squadra, risulta meno lucido in fase realizzativa, ben due le occasioni avute anche ieri sera. Tocca ricordare la percentuale di possesso palla nella prima frazione di gioco, nettamente a nostro favore, lasciando ai non colorati solo alcune ripartenze, che avrebbero potuto farci male se i ragazzi non avessero posto rimedio. In partite come queste deve venire fuori un carattere che ancora è latitante, perché quando hai difronte squadre blasonate, non puoi sbagliare atteggiamento e occasioni in serie. I migliori giocatori in questi casi fanno la differenza, purtroppo ieri siamo stati traditi da chi ha sempre dato l’anima per questa squadra, fa specie ricordare che ciò accade purtroppo in gare dove l’orgoglio deve essere superiore a ogni cosa. Annotazione doverosa, abbiamo “regalato” con il nostro atteggiamento ben 4 punti ai non colorati, non facendo tesoro di ciò che era accaduto nella gara di andata, premiati oltre il dovuto, per nostri demeriti, e quindi anche ieri sera, ben altri 4 punti ai cuginastri e anche in questo caso con demeriti che sono nostri oltre ai meriti altrui. Facendo una riflessione con i punti lasciati per strada dove saremmo ora? Meglio non pensarci, tutto sommato dovremo rialzarci in fretta, considerando che c’è ancora tanto da giocare in questo campionato, fermo restando che dovremo però cambiare registro e giocare da squadra e per tutti i novanta e passa minuti. Tutto sommato ritengo che è ancora tutto nelle nostre mani, considerando che abbiamo un credito enorme sia con la fortuna che con gli arbitri e questo deve farci ben sperare, dovremo iniziare a riscuotere ciò che c’è dovuto, specie in questo momento dove ogni gara appare a eliminazione diretta. Ribadisco che la squadra c’è senza ombra di dubbio, non si deve scoraggiare per un risultato che ci ha visto penalizzati, deve continuare a giocare come sa e creare i presupposti per vincere le gare future, al di là di ogni umana comprensione, solo giocando da squadra si possono raggiungere quei traguardi che al momento parrebbero lontani, ma noi siamo l’Inter e sappiamo solo lottare come unica alternativa, cercando come la migliore delle analisi la vittoria, come panacea indispensabile per alimentare la nostra autostima. …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter