Un pareggio che sa di… vittoria!

Scritto Da il 2/Mar/2025 - Ultimo Articolo |


Un pareggio che sa di… vittoria!

Non è possibile disputare una gara del genere, il Napoli avrebbe meritato sicuramente di più che uno striminzito pareggio, gli sta sicuramente stretto, d’altronde chi è causa del suo mal pianga sé stesso, vero Inzaghi? Certo che le sue dichiarazioni sulle varie testate giornalistiche, a caratteri cubitali, dove affermava che non avrebbe firmato per un pareggio, invece al termine della gara è accaduto l’esatto contrario, se l’è tenuto ben stretto il punticino. Ieri pomeriggio c’è stata l’ennesima occasione per dimostrare, qualora ce ne fosse stato il bisogno, che la contraddizione che vive questa squadra, al momento opportuno dove dimostrare la propria superiorità, non riesce, la constatazione è che non ha fatto mai risultato pieno contro le squadre di vertice, o per lo meno quelle che si sarebbero potute assestare in vertice. Con la sola Atalanta abbiamo centrato il risultato pieno e poi: nulla, solo gare cervellotiche giocate per un tempo al massimo e dando poi l’opportunità di essere sorpresi, com’è accaduto contro i non colorati sia all’andata che al ritorno, per poi non parlare contro i cuginastri a cui abbiamo regalato un trofeo e due partite: assurdo. In controtendenza ieri pomeriggio tutto ciò non s’è avvertito, non abbiamo giocato solo per un tempo, abbiamo sempre arrancato, mentre il Napoli ha giocato per tutta la gara impedendo il nostro gioco, anche se ancora una volta c’è da imprecare alla mala sorte che ci ha privato di giocatori essenziali, acciaccati con contrasti alquanto duri dei giocatori partenopei. Le analisi della gara al Maradona hanno definito una sostanziale superiorità degli azzurri, s’è vista che avevano una brillante tenuta fisica, i nostri invece stancamente si trascinavano in avanti senza il consueto coinvolgimento di squadra. S’è giocato francamente, senza alibi di sorta, davvero male e se il buon Dimarco ha sbloccato la gara con una magistrale punizione, degna del tempio consacrato al dio pallonaro per antonomasia, non ha fatto che acuire i problemi di questa squadra, che una volta in vantaggio avrebbe potuto giocare di rimessa, condizione che più ci aggrada in determinate situazioni, invece inconsciamente ha consegnato la gara agli avversari. Se il primo tempo s’era concluso con un predominio dei padroni di casa, la ripresa ha ulteriormente accentuato questa presa di posizione ben indirizzati da Conte in panchina, se questi sono i presupposti, possono davvero puntare al titolo, rimane solo una gara alla settimana da preparare e questo è davvero un buon viatico per il futuro. Il nostro invece è di tutt’altra specie, certo puntiamo sui tre fronti disponibili, si potrebbero certamente centrare, ma giocando in maniera diametralmente opposta, il nostro gioco fluido s’è smarrito, non abbiamo più quella sicurezza di un tempo, arranchiamo e per avere la meglio in gara, sudiamo le proverbiali sette e più camicie. Della gara di ieri mi sovviene un proverbio che guardando la gara, insieme a un mio carissimo amico, mi sovviene e cioè che colpendo a più riprese anche il ferro si rompe, quello che è accaduto ieri sera, il Napoli ci ha messo nell’angolo colpendo inesorabilmente, come un pugile che cerca di assestare il giusto colpo del “knockdown”, che alla fine è arrivato, ma è anche palese che eravamo in difficoltà e se la gara si sarebbe protratta per ancora qualche altro minuto, potevamo anche perderla. In tutto questo cos’ha fatto il nostro genio in panchina? Ha sbagliato ancora una volta i cambi, facendo entrare in campo giocatori non motivati, favorendo le fasce con un Frattesi sulla nostra destra: impalpabile, mentre sulla nostra sinistra ha tolto ancora una volta Bastoni, mi chiedo perché solo e sempre lui, è un mistero senza un senso, tant’è che Dumfries s’è trovato spaesato in occasione della rete del pareggio partenopeo, proprio coprendo quella zona. La nota positiva è stata la bella prova del nostro portierino che s’è ben comportato nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa, gli altri tutto sotto la sufficienza. Se questa era la madre di tutte le gare, l’abbiamo disputata al peggio delle nostre possibilità, in buona sostanza dal Maradona usciamo ben ridimensionati, seppure ancora primi in classifica, ma con evidenti cali di tensione che una grande squadra non dovrebbe avvertire in modo così palese, essendo alla mercé degli avversari con statistiche che ci hanno sempre visto in difficoltà. Una caduta che avrebbe potuto causare danni ulteriori, mancano ancora ben 11 gare sino al termine di questo campionato che stiamo gettando alle ortiche, e che l’anno scorso abbiamo vinto in modo trionfale e senza alcun patema d’animo, tutt’altra situazione che stiamo vivendo ora. La cosa importante è non toppare i Europa, come unica rappresentante nella coppa principale, abbiamo l’onere e l’onore di farci trovare pronti. Mi auguro che quella di ieri sera al Maradona sia stata solo una serata storta e null’altro, noi siamo l’Inter e sappiamo e dobbiamo giocare nettamente meglio di come abbiamo fatto!   …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto

Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.