





Una partita vinta sul filo di …. nervi!
Siamo alle solite, nella gara contro la Viola, a distanza di pochi giorni, ci ha restituito quella squadra che abbiamo da sempre amato, che è scesa in campo con tale concentrazione e cattiveria agonista senza precedenti. S’è visto da subito l’approccio giusto e di carattere che i ragazzi hanno messo in campo, con determinazione non hanno fatto uscire dal guscio i toscani, annichilendoli sotto ogni punto di vista, tant’è che il solo tiro in porta loro è venuto su calcio di rigore. Già il calcio di rigore per carità, ne parleremo più compiutamente dopo. Mi è piaciuto lo spirito che i ragazzi hanno fatto vedere, quella “cazzimma” che significava soltanto il volere cancellare quell’episodico errore di approccio molle nella gara di giovedì scorso, compiendo quel passo falso che ha determinato la sconfitta, meritata, ma che ieri sera ci sarebbe stata ben altra gara: così difatti è stato! Gara direi a senso unico con nostre occasioni in serie, determinando una traversa secca, un palo esterno e altre occasioni mancate di un soffio, della Fiorentina manco l’ombra e se poi il possesso palla è risultato di gran lunga a nostro appannaggio, questo la dice alla grande sull’impostazione della gara. La vittoria voluta, ottenuta lottando e con una tensione inimmaginabile, direi quasi sul filo di nervi, per la nostra spasmodica voglia di far vedere che quella sconfitta è stata accentuata da valutazioni oggettive e sbagliate, perché l’Inter è di tutt’altra pasta di quella vista a Firenze. Su tutti ho visto gli occhi spiritati del nostro capitano che ha lottato per tutti i novanta e passa minuti della gara, incitando e aiutando i compagni, e un Barella davvero stratosferico e se poi avesse fatto goal con quella spettacolare rovesciata, sono certo che sarebbe venuto giù il Meazza, come si suol dire. Ma tutti i ragazzi hanno giocato al meglio, avvolgendo gli avversari con una manovra talvolta ubriacante, come in occasione della rete del vantaggio firmata da Arnautovic (toh chi si rivede), con ben sedici passaggi consecutivi. La Fiorentina ha cercato di limitare i danni con una tattica che mette in atto chi vuole solo difendersi e ripartire, lasciando all’avversario il pallino del gioco, ma in questi casi si sa che per avere la meglio bisogna calciare in porta e per lo meno impensierire il portiere avversario, magari segnando anche. Tutto ciò non è avvenuto, credo per bravura nostra che abbiamo accerchiato, in quelle poche volte che gestivano la palla, con pressing il loro portare di sfera. Ritengo per via di queste considerazioni, che il nostro Sommer a fine gara non si sia fatto nemmeno la doccia, non ha provveduto manco a sporcarsi i guantoni, normale amministrazione, quella compiuta. Veniamo ora ai punti salienti di questa partita, come spesso ci sta capitando, leggo sui social presunti attacchi nei nostri confronti per una situazione che sta divenendo assai comica. Tutti si lamentano di presunti o reali errori arbitrali, alla prima occasioni, l’ultimo sfogo dal saccente dio pallonaro meneghino che ha chiesto rispetto per la sua squadra, ma tutto ciò non l’ha detto in conferenza stampa di quello che gli ha elargito domenica scorsa lo stesso settore arbitrale, oppure di altri club con “tifosotti” del giovedì e presunti giornalai che hanno posto l’accento sul favoritismo a favore dell’Inter per la concessione di un calcio d’angolo con la palla nettamente uscito di svariati centimetri, sicuramente l’errore è palesemente certo, ma i ragazzi non hanno fatto goal su quel cross di Bastoni e poi è stato un giocatore della viola a spedire il pallone fuori, successivamente. La rete, anzi l’autorete, è avvenuta successivamente, quindi non v’è alcuna certezza nel determinare che su un calcio d’angolo vi possa essere una rete sicura. Ora la nota dolente: il calcio di rigore! Qui abbiamo l’apoteosi delle assurdità, c’è stato un conciliabolo al var fra i vari tecnici ai monitor, che non sapendo giustificare la concessione del calcio di rigore, hanno fatto decidere erroneamente al direttore di gara, copiando il gesto di inespressività tanto caro a Ponzio Pilato, lavandosene le mani. Gli esperti ed ex arbitri, hanno decretato a chiare lettere cubitali che non vi è mai la concessione del penalty in quelle circostanze, con una distanza davvero ravvicinata e con un tiro che sarebbe finito fuori e non nello specchio della porta, ma che accidentalmente va a colpire il braccio del difendente nerazzurro, che saltando non può legarsi le braccia. Qui mi viene da pensare, perché non è stata adottata la stessa condizione anche in altre gare? (Baschirotto docet). Vi viene davvero da sorridere, quando capita qualcosa di poco chiaro, per i giornalai, all’Inter si grida subito allo scandalo per presunti favori arbitrali, ma quando si subiscono torti, tutto tace. Questa condizione per far risultare che esiste un qualcosa a nostro favore: ma de che! Come spesso ci accade dobbiamo lottare contro tutti e tutto, e se siamo lì a difendere il titolo vinto, tutto ciò è solo per la nostra bravura e passione, nulla ci è regalato! Ora avremo quasi una settimana intera, non ci pare vero, per organizzare al meglio la gara contro in non colorati torinesi, spero solo che questa volta ci lascino giocare come sappiamo, senza alcuna interferenza esterna, loro avranno nelle gambe la gara di spareggio Champions e noi gli allenamenti, il tutto per ricaricare le pile e cercare di avere arruolabile il nostro calciatore simbolo, quel Thuram parte integrante di una “TuLa” sempre più determinante nello scacchiere nerazzurro: forza ragazzi crediamoci noi siamo l’Inter, questa è una garanzia! …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.